Il pil in Italia crescerà dello 0,6% nel 2015

Le previsioni della Commissione Ue danno spazio a un po' di ottimismo.

Se si considera come le previsioni sul pil italiano, negli anni passati, siano state sempre riviste al ribasso - tanto da far dubitare che valesse anche solo la pena di prenderle in considerazione - la notizia più importante di queste ultime settimane sembrerebbe essere il fatto che questo trend si è interrotto e che le previsioni vengono a volte riviste al rialzo, altre volte, quanto meno, rimangono più semplicemente invariate.

È il caso delle previsioni della Commissione Ue, che dopo l'ultimo aggiornamento rimangono stabili e indicano un +0,6% per il 2015. Niente di eccezionale, sia chiaro, ma a questo punto si può legittimamente sperare che questo sia un anno di modesta crescita per il nostro paese, in cui riusciremo ad agganciare una ripresa che dovrebbe, sempre secondo queste previsioni, rafforzarsi nel 2016, quando la percentuale dovrebbe salire al +1,4% (un decimale in più rispetto a quanto segnalato nelle scorse previsioni).

Le cose non vanno altrettanto bene per quando riguarda il debito pubblico, che nel 2015 salirà ulteriormente raggiungendo la quota mostre del 133%. La buona notizia, anche in questo caso, è che nel 2016 dovrebbe cominciare a calare anche il debito pubblico, scendendo addirittura al 130,6% (in luogo del 131,9% precedentemente previsto).

Un leggero rialzo si prevede anche per le stime definitive del pil 2014, comunque negativo, ma meno negativo di quanto si era detto a febbraio. Il segno meno dovrebbe infatti fermarsi allo 0,4%. Ma quali sono le ragioni di questo ottimismo? Un ruolo cruciale lo gioca la crescita dell'export sostenuta dal deprezzamento dell'euro. Nel documento si legge inoltre che "nonostante le banche siano ancora appesantite dai crediti deteriorati e i tassi reali d'interesse resteranno relativamente alti, si prevede che l'aumento degli export sbloccherà lentamente nuovi investimenti in attrezzature mentre le condizioni del credito miglioreranno gradualmente".

Retribuzioni

  • shares
  • +1
  • Mail