Servizi di assistenza sessuale per disabili: l’altra faccia della prostituzione

Assistenza sessuale ai disabili Una parte invisibile della popolazione ci vive e respira accanto senza fare notizia, se non per tragedie e gesti eclatanti di grande forza di volontà o disperazione (caso Welby), non-persone allontanate, ignorate quando non addirittura compatite, che nonostante tutto mangiano, dormono e si emozionano come tutti. E allora per quale motivo non dovrebbero fare sesso? La sfera affettivo-sessuale ha un grande significato ed è una componente essenziale nella vita di un uomo, dà forza ed autostima permanente oltre ad un piacere momentaneo. Questa in maniera molto riduttiva la filosofia dei servizi di assistenza sessuale che si stanno diffondendo nei centri di sostegno ai disabili in diverse parti d’Europa.
Dall’Olanda alla Svizzera le “volontarie del piacere”, così le definisce un po’ brutalmente il Corriere, trovano nella cura della sfera sessuale dei pazienti una giusta causa. «Loro si sentono bene e io provo belle sensazioni nell’offrire il mio aiuto a chi ne ha bisogno » sostiene l’infermiera olandese Tika. La sessualità è certo un’esigenza primaria ma più spesso un’arma a doppio taglio per i dotati di una sensibilità particolare e per chi non abbia barriere psicologiche di difesa….ma questo in fondo riguarda da sempre tutti gli esseri umani!

SER in Olanda

Si chiama Associazione per le Relazioni Alternative ed ha sede a Zeist in Olanda, coordina 12 volontarie e 5 volontari che offrono le loro “prestazioni” per un totale di 2.500 contatti sessuali all’anno, richiesti al 95% da handicappati maschi e per il resto da donne. L’associazione è stata creata con grosse difficoltà e barriere ideologiche da 5 persone disabili rassegnate alle limitazioni fisiche ma non alla rinuncia di una vita serena.
Gli incontri sono organizzati tramite centralino per evitare complicazioni e avvengono su base volontaria ma dietro il pagamento di un corrispettivo di 85 euro per un’ora e mezzo (v. articolo).

Cosa succede in Danimarca?

Sul mare del Nord si e' scelto la via del "mercato" privilegiando prestazioni offerte da prostitute pagate dai servizi assistenziali mentre un centro specializzato di nome SENIS gestisce il servizio in Germania (v. articolo)

Svizzera

Il Centre for Independent Living ha sviluppato ormai da diversi anni il progetto Pro Infirmis (ora divenuto Aiha Zemp) che fornisce assistenti sessuali con scopi psico-terapeutici a disabili fisici e mentali. Il progetto dedica particolare attenzione alla selezione del personale che viene sottoposto a numerosi test psicologici anche finalizzati a capire eventuali disagi mentali dei candidati, oltre a lunghi dialoghi con diverse figure professionali.

«Certo – sostiene uno di questi volontari - se si considera prostituzione ogni prestazione sessuale a pagamento, allora anche la mia attività lo è, ma se si pensa che la prostituzione sia sfruttamento delle persone per averne un guadagno economico, allora quello che faccio non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Infatti, se riusciamo a sospendere il giudizio e ci fermiamo a riflettere, vediamo in modo diverso il lavoro di chi con cuore e rispetto si dedica ad uno scambio di dolcezza e di cure. Inoltre, diversamente da una prostituta, io non offro rapporti sessuali completi, e mentre una prostituta considera il denaro che guadagna la cosa più importante, per me al primo posto ci sono le persone e il tipo di interazione e di atmosfera che con esse riesco ad instaurare».

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