Beppe Grillo all'assemblea Eni: "La svenderemo a qualche straniero"

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle "l’Eni ha dato vita a un sistema corruttivo di portata criminogena".

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Lo show di Beppe Grillo all'assemblea Eni, di cui è piccolo azionista, comincia con un piccolo incidente. Il leader del Movimento 5 Stelle prende la parola, pronuncia un "Lei, Descalzi, mi ha davvero sorpreso", ma viene subito dopo stoppati dalla presidente Emma Marcegaglia. Non è ancora il momento del leader M5S, "deve attendere ancora un po', signor Grillo".

Per una volta tanto, qualcuno è riuscito nell'impresa impossibile di interrompere Beppe Grillo quando attacca a parlare. Ma quando finalmente arriva il suo turno, l'ex comico non si tiene più: "Ho sentito il solito cda da fossile con le idee fossili. L’Eni ha dato vita a un sistema corruttivo di portata criminogena". Non solo, per il futuro di Eni Grillo non prevede nulla di buono: "Sarà svenduta a qualche imprenditore estero, come sono stati svenduti altri gioielli italiani".

Marcegaglia cerca di placare il leader pentastellato, che invece nel corso dell'intervento diventa sempre più duro: "Saipem era uno dei gioielli di Eni, adesso è ridotta quasi in liquidazione con le azioni passata da 40 a 7-8 euro. Scaroni, ex pregiudicato che ora è a Rotschild, ha messo in liquidazione l’azienda. Ora funziona così: svendere pezzi straordinari di aziende pubbliche, distruggerle e lasciare il cadavere ai privati a qualche fondo americano o a Bank of China che se le prendono per un pezzo di pane. Era un'eccellenza, ora è in liquidazione, ma i suoi dirigenti si sono portati a casa i miliardi".

Alla fine, Grillo torna anche sull'argomento con cui aveva aperto il suo primo intervento, interrotto, ovvero l'amministratore delegato Descalzi: "Di Descalzi penso il male possibile, è registrato in conversazioni con pseudofaccendieri è c’è una inchiesta in corso. Queste persone non dovrebbero accedere a cariche pubbliche Vi do una notizia: il M5S ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta su Eni e su Saipem".

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