Wind e 3 Italia verso la fusione?

Diventerebbe il primo operatore italiano con oltre 30 milioni di clienti.

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La notizia circola da un po' e potrebbe diventare realtà nel giro di tre mesi: Wind e 3 Italia si fonderebbero in un'unica società, che diventerebbe a quel punto la principale compagnia del paese per numero di abbonati (oltre trenta milioni) e avrebbe ricavi proforma di 6,4 miliardi di euro, stando ai dati del 2014. Principale ostacolo a questa manovra è il futuro assetto societario del gruppo, sul quale non c'è ancora un accordo.

C'è invece accordo tra Li Ka-shing, boss della Hutchison Whampoa di cui 3 Italia fa parte, e la VimpelCom olandese (ma con capitali russi e norvegesi) che controlla Wind su quello che sarà l'assetto manageriale del gruppo. A guidarlo come amministratore delegato sarà Maximo Ibarra, ad di Wind, dato in vantaggio sul suo omologo in 3 Italia, Vincenzo Novari, che avrà comunque una sedia nel consiglio d'amministrazione.

Così, l'Italia passerebbe da quattro a tre operatori: Tim, Vodafone e appunto la futura società che prenderebbe il posto di Wind e 3 Italia. Un panorama quindi che ricalcherebbe quanto avvenuto in altri paesi europei e che secondo gli analisti farebbe bene alle compagnie di telecomunicazioni. Per il momento, però, le sole voci fanno bene a Telecom, che è salita in borsa non appena la notizia della possibile fusione si è diffusa.

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