Forum Italia-Cina a Napoli: favorire scambi commerciali e innovazione

Con la crescita vertiginosa della Cina bisogna fare sempre di più i conti, senza riserve o timori per un’economia spesso considerata aggressiva e al di là delle logiche di mercato, un ibrido già efficacemente definito “capitalismo di Stato”. Di sicuro la Cina è vista come un mercato dalle potenzialità enormi da molti imprenditori occidentali per i quali il Paese asiatico è ormai crocevia quasi obbligato dell’import/export globale.

Di questo e altro si discute Napoli al China-Italy Innovation Forum, in corso alla Città della Scienza, al quale partecipano più di sessanta delegazioni di imprenditori e autorità cinesi. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris commenta:

La Cina è un grande Paese, non bisogna averne paura, bisogna stabilire con la Cina relazioni vere, dal punto di vista umano, economico, istituzionale, politico, culturale. Loro sono molto interessati alla cultura della nostra città, penso al San Carlo, al Conservatorio, alle arti della nostra città.



Si parlerà, tra l'altro, di esternalizzazioni, bilancia commerciale, bassi salari, condizioni di impiego e lavoro minorile. Il Forum in corso a Napoli segue il protocollo d'intesa tra Italia e Cina, firmato a giugno scorso a Pechino dal ministro delle Scienze e delle Tecnologie cinese e il ministro dell'Istruzione Francesco Profumoil quale spiega:

L'obiettivo è di avvicinare i servizi ai cittadini e l'investimento è nella direzione di creare una maggiore sinergia tra la domanda del sociale e la risposta che si può dare in termini tecnologici.

Per il progetto sono stati stanziati 900 milioni di euro. Si punta, grazie alla sinergie messe in campo, a una più alta competitività dell’Italia nel quadro europeo: si tratta soprattutto di valorizzare al massimo le risorse europee relative a tecnologie e innovazioni per le Smart Cities e per i così definiti distretti innovativi, dove l’inquinamento è più basso e la qualità della vita è maggiore.

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