Rimborsi pensioni, Renzi: restituiremo parte degli arretrati

Il Cdm discuterà dei rimborsi delle pensioni lunedì ma la strada del decreto, per un governo che ne ha finora abusato anche senza che ce ne fosse necessità, questa volta appare in salita. Saranno comunque mini-rimborsi.

rimborsi pensioni Renzi

Sui rimborsi delle pensioni superiori a tre volte il minimo, il cui blocco dell'indicizzazione è stato dichiarato incostituzionale, il premier Matteo Renzi prova a rassicurare la platea degli interessati:

"Restituiremo una parte di questi soldi".

Rassicurazioni solo parziali da parte del presidente del consiglio che è intervenuto stamattina a Radio Anch'io:

"Stiamo studiando come fare a rispettare la sentenza e contemporaneamente l'esigenza di bilancio sapendo che questi soldi purtroppo non andranno ai pensionati che prendono 700 euro al mese".

Dose di demagogia mattutina a parte, già si annunciano ricorsi contro un eventuale rimborso parziale delle pensioni bloccate per il 2012 e 2013 dalla riforma Fornero, con effetto di trascinamento al 2014. Un bel rebus per il premier, restituire l'indicizzaione a tutti costerebbe allo stato dai 13 ai 17 miliardi, soldi che il governo davvero non sa dove andare a prendere. E quindi?

Le ipotesi che si fanno largo nell'esecutivo sarebbero omogenee, su come metterle in atto non ci sarebbe invece unanimità. Il Consiglio dei ministri discuterà della patata bollente nella riunione del 18 maggio, ma la strada del decreto, per un governo che ne ha finora abusato anche senza che ce ne fosse necessità, questa volta appare in salita.

Il ministro dell'economia Piercarlo Padoan non sarebbe infatti del tutto convinto a intraprendere questa via, secondo quanto scrive stamane Mila Onder per l'Ansa. Ad aver fretta è invece, sempre secondo queste indiscrezioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo cui il decreto sarebbe ineludibile.

Ma quali sono le possibili misure che il governo sta studiando per far fronte ai rimborsi, coniugando il rispetto della sentenza della Consulta (il blocco dell'indicizzazione è incostituzionale, restituire gli arretrati) con la minimizzazione dell'effetto sui conti pubblici?

Si parla di mini-rimborsi per fasce di reddito per un esborso massimo di 2,5-3 miliardi da quantificare nel bilancio 2015. Gli arretrati dovrebbero essere restituiti comunque "a percentuale"; secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio nel "peggiore scenario" gli arretrati dal 2012-2014 sarebbero compresi tra i 3.000 e i 7.000 euro a pensionato.

Nel dettaglio: dai 3.000 euro per un pensionato con un assegno mensile di 1.640 euro (3,5 volte il minimo) ai circa 7.000 euro per gli assegni pari a 9,3 volte il minimo. Inoltre il pensionato tipo che in passato ha perso potere d'acquisto per qualcosa come 2.100 euro, oggi ne recupererebbe circa 2.400, cioè una somma superiore a quanto perduto visto che l'aliquota marginale media per gli arretrati sarà pari al 19%, invece di essere al 30% come sarebbe stata per gli aumenti percepiti anno per anno.

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