Giovani Confindustria: serve piano industriale per il Sud

Il convegno "Gimatera 2015", cosa può fare il Sud per l'Europa. Con l'avvio "della programmazione europea 2014-2020 non possiamo esimerci dal tracciare una linea che possa essere di convergenza per le regioni del Mezzogiorno" dicono i giovani imprenditori della Basilicata.

confindustria piano sud

Un piano industriale per il Sud Italia. A chiederlo, per bocca del loro presidente, sono i Giovani imprenditori di Confindustria della Basilicata.

"Ci vuole un vero e proprio piano industriale per il Sud"

ha detto Lorenzo Pagliuca nel corso del convegno "Gimatera 2015" organizzato dall'associazione degli industriali che ha messo al centro, tra gli altri temi quello del "Sud per l'Europa".

"Oggi che siamo all'avvio della programmazione europea 2014-2020 non possiamo esimerci dal tracciare una linea che possa essere di convergenza per le regioni del Sud, sull'indicazione dei mercati di sbocco".

Per questo bisogna prevedere investimenti in infrastrutture di collegamento con i Paesi dell'area mediterranea. La "vera sfida", secondo il presidente Pagliuca, si gioca sulla la qualità della spesa visto che:

"i fondi ci sono e vanno spesi e spesi meglio".

Il governatore della Basilicata Marcello Pittella dal canto suo si dice convinto che la Lucania grazie alla sua posizione strategia può svolgere "un ruolo propulsore" per il Piano industriale chiesto dai giovani di Confindustria ma la Regione non può agire:

"se non in una relazione proficua con l'Europa e l'Italia".

Il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay ha insistito sul ruolo fondamentale che hanno gli investimenti per lo sviluppo del Paese e in particolare del Mezzogiorno:

"Chi frena gli investimenti e le imprese frena lo sviluppo del territorio, la crescita e l'occupazione".

Ad esempio Eni in Basilicata:

“ha deciso di fare una grande scommessa sulla Basilicata. L'installazione della direzione di tutto il sud-Italia a Viggiano ha convogliato sulla Regione un investimento annuale compreso tra i 200 e 400 milioni di euro"

ha sottolineato il direttore per le attività in Italia e Regione Sud Europa del Gruppo, Giuseppe Tannoia.

"sulla filiera, oggi, lavorano 3100 persone, il 60% delle quali provengono dalla Basilicata, oltre ai turnisti che vengono da altri paesi dell'Europa e dal resto d'Italia"

ha detto il manager.

Il giacimento della Val d'Agri dal punto di vista prettamente energetico:

"produce ogni anno una quantità di energia tre volte superiore a quella prodotta da tutto il fotovoltaico italiano, che conta 26mila impianti"

ha concluso Tannoia.

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