Lavoro, crescita economica e prezzi: il Rapporto annuale Istat

Il Lavoro è sempre più per gli anziani, per i giovani in costante calo. Più di un occupato su 10 è irregolare, la disoccupazione è ormai una trappola. Il 23° Rapporto annuale Istat.

Rapporto annuale istat 2015

L'occupazione nel 2014 è cresciuta solo per i lavoratori ''più anziani'' con 320 mila occupati sopra i 55 anni in più su base tendenziale, mentre per i più giovani l’anno scorso il lavoro è rimasto un miraggio, vista la contrazione di 46mila posti (-4,7%) per gli under 25 e di 148mila posti per gli under 35 (-2,9%).

L'Istat nel suo Rapporto annuale diffuso oggi spiega che in Italia risulta lavoratore irregolare più di un occupato su dieci e che il tasso, frutto di una nuova metodologia di analisi, nel 2012 è stato del 12,6%. Nella media del triennio 2010-2012 gli irregolari risultano essere 2,3 milioni.

Sempre nel 2014 è aumentata la quota di famiglie in cui la donna è l'unica a essere occupata con una percentuale salita al 12,9%, per 2 milioni e 428mila nuclei, dal 12,5% del 2013 (2 milioni 358 mila) e 9,6% (1 milione 731 mila) del 2008.

Con la crisi la disoccupazione si è trasformata in una vera e propria trappola da cui spiega l’Istat è difficilissimo uscire. Infatti chi è "alla ricerca di un'occupazione lo è in media da 24,6 mesi", cioè da oltre due anni, e "da 34 mesi se ricerca il primo impiego". Tempi che si allungano sempre più secondo i dati aggiornati al 2014. Rispetto all'anno precedente la durata media della disoccupazione è cresciuta di 2,3 mesi, quasi 3 per chi è in cerca del primo lavoro.

L’Istat nel Rapporto annuale sottolinea come l'incidenza dei disoccupati di lunga durata sul totale superi il 60%. Trovare un lavoro è insomma sempre più un’impresa, perciò in tanti rinunciano, con due milioni di scoraggiati che si contano a fine 2014 tra il totale degli inattivi tra i 15 e i 64anni.

Dal punto di vista della crescita economica nel suo 23° rapporto annuale l’Istat sottolinea anche che dopo cinque trimestri in rosso il Pil ha fatto segnare un aumento dello 0,3% nel primo trimestre del 2015, la crescita acquisita per l’anno in corso non va oltre lo 0,2%. La deflazione invece a partire da febbraio 2015 si è attenuata grazie alla ripresa dei prezzi del greggio e del gas e ai "sensibili aumenti" su base annua dei prezzi degli alimentari non lavorati.

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