Pensioni, il presidente della Consulta risponde a Padoan: "regole rispettate"

Il presidente della Corte Costituzionale replica a Padoan: "Carta violata, il principio della sentenza dovrebbe valere per tutte le pensioni e specialmente per quelle più basse".

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Pierl Carlo Padoan attacca la Consulta per il verdetto sulle pensioni e il presidente della Corte a stretto giro risponde. Il ministro dell'Economia ieri aveva detto che i giudici costituzionali prima di emettere la sentenza che ha decretato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni avrebbero dovuto valutare i costi per le casse dello Stato.

Il presidente della Consulta Alessandro Criscuolo oggi replica alla sortita di Padoan, già corretto nella forma e nella sostanza dal premier Matteo Renzi:

"Eravamo e siamo sereni. La Corte, come sempre, ha giudicato secondo coscienza e secondo le regole".

A Repubblica Criscuolo dice:

"Non ho nessuna ragione di coltivare una polemica con il ministro Padoan. Ma dare per scontato che la Corte dovesse acquisire i dati prima di decidere sulle pensioni mi sembra che non risponda all'attuale disciplina che regola il funzionamento della Consulta".

E ancora:

"D'altra parte acquisire questi dati a cosa doveva condurre? Forse all'accertamento del numero delle pensioni coinvolte? O sarebbero dovuti servire per formare il nostro convincimento? Ma tutto questo non corrisponde alla natura della Corte costituzionale, che opera come un giudice, e quindi non ha la possibilità di aspettare dati che, a tuttora, mi sembrano incerti, perché non si sa qualche sia l'entità del cosiddetto buco determinato dalla sentenza".

Per Criscuolo quella legge del governo Monti che bloccava l'indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo (per il 2012-2013) violava la costituzione e la Corte non poteva far finta di nulla solo perché la sua bocciatura costa troppo.

E poi:


"Se il ministero dell'Economia aveva a cuore i dati sulle pensioni poteva trasmetterli alla Corte. Il principio della sentenza dovrebbe valere per tutte le pensioni, ma specialmente per quelle più basse"

Dati che inevitabilmente sarebbero stati di parte. Non è stata una sentenza presa all'unanimità, questo è noto. Criscuolo con il suo voto determinante ha decretato la bocciatura della legge del governo Monti:

"Mi è sembrato che ci fosse una violazione degli articoli 36 e 38 della Costituzione, nei quali si garantisce al lavoratore, fra l'altro, il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro".

In merito all'articolo 81 che garantisce il principio dell'equilibrio di bilancio?

"Questo principio effettivamente è stato costituzionalizzato, ma non spetta alla Corte garantirlo, bensì ad altri organi dello Stato"

ha risposto il presidente della Consulta.

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