Crisi: Unimpresa, in 6 anni bruciati in Italia 853.000 posti lavoro

Il presidente di Unimpresa: "Allarme rosso. L'emorragia di posti di lavoro si estende a vista d'occhio giorno dopo giorno e non si vede una via d'uscita, dare impulso al credito e tagliare le tasse"

posti di lavoro bruciati in crisi i Italoa

Mentre il governo continua a favoleggiare di una ripresa economica che nei fatti non c'è, vedi i dati Istat sulle vendite al dettaglio diffusi ieri (-0,1% su mese e -0,2% su anno), Unimpresa fa il conto di sei anni di crisi in termini di occupazione: nel periodo preso in esame in Italia sono andati bruciati più di 850mila posti di lavoro.

Dal 2008 al 2014 gli occupati sono scesi da 25,2 milioni a 24,3 milioni,cioè oltre 856.000 unità in meno, per una percentuale (-3,39%) superiore a quella della flessione dell'occupazione nell’area euro (-2,25% nello stesso periodo) calata da 153,3 milioni a 149 milioni.

Il rapporto del Centro studi Unimpresa ha analizzato l'andamento del mercato del lavoro in Italia e nell'area euro dal quarto trimestre 2008 al quarto trimestre dell’anno scorso sulla base dei dati in possesso di Bankitalia, Eurostat e Istat.

In Italia in sei anni si sono persi in media circa 142.000 posti di lavoro all'anno. Solo nel quarto trimestre 2014, rispetto a un anno prima, l’occupazione fa segnare un leggero aumento (+94.000 unità).

Oltre all’Italia l'occupazione tra i paesi dell’area euro è diminuita anche in Francia e Spagna nei sei anni in questione. Nel paese transalpino nel quarto trimestre 2008 gli occupati erano 27 milioni, ma dopo il calo degli anni di picco della crisi, a dicembre 2014 sono tornati ad essere circa 27 milioni, per una flessione di appena 5.000 unità (-0,02%).

In Spagna invece la forza lavoro occupata ha subito un vero tracollo, passando dai 20,8 milioni del 2008 ai 18,3 milioni del 2014, -2,5 milioni di unità (-11,99%).

In controtendenza la Germania dove la crisi finanziaria mondiale poi trasferitasi all’economia reale non ha influito in negativo sull'occupazione, salita anzi del 4,35%, da 41,2 milioni a 43 milioni, per 1,79 milioni di posti di lavoro in più.

"La situazione è da allarme rosso. L'emorragia di posti di lavoro si estende a vista d'occhio giorno dopo giorno e non si vede una via d'uscita. Le imprese sono stremate e il fallimento è inevitabile. Finora il governo di Matteo Renzi ha deluso le nostre aspettative; poniamo ancora una volta l'esigenza di varare riforme serie, volte a dare speranza agli imprenditori e pure alle famiglie. Per rimettere in moto l'economia, e quindi per far ripartire l'occupazione, dando alle aziende la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, si deve dare impulso al credito e vanno tagliate le tasse"

commenta amaro il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi.

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