Istat: ad aprile 2015 export in calo verso Paesi extra-Ue, import in aumento

Istat dati commercio estero extra Ue aprile 2015

L'Istat ha diffuso questa mattina i dati sul commercio dell'Italia con i Paesi extra Unione Europea nel mese di aprile 2015. Dal rapporto dell'Istituto nazionale di statistica emergono dinamiche divergenti, perché se da una parte le esportazioni sono in calo del 2,0%, dall'altra sono aumentate le importazioni dell'1,5%.

La flessione dell'export deriva soprattutto dal calo delle vendite di beni strumentali, che è del 6,8%, e di energia, che è del 5,4%, mentre l'aumento delle esportazioni di beni di consumo e prodotti intermedi è più contenuta (rispettivamente +2,6% e +1,0%) e dunque non bilancia le perdite degli altri settori.

La crescita dell'import è invece dovuta soprattutto all'energia, per la quale si registra un +12,4%, e dei beni strumentali con un +7,5%, mentre sono diminuiti del 5,5% gli acquisti di prodotti intermedi e del 4,3% quelli dei beni di consumo.

L'Istat evidenzia inoltre che nell'ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell'export verso i Paesi extra Ue è stata positiva, con un +4,8%, ed è più intensa, ossia del +5,2%, al netto delle diminuzione dell'esportazione di energia (-2,8%). L'incremento delle vendite di beni strumentali negli ultimi tre mesi è stata significativa, raggiungendo il +9,6%.

Sempre guardando ai dati di tutto l'ultimo trimestre emerge che le importazioni sono aumentate del 4,1% registrando incrementi in tutti i reparti, da quello dell'energia (+4,6%) fino a quelli dei beni di consumo durevoli (+9,0%) e di beni strumentali (+8,5%).

L'avanzo commerciale ad aprile 2015 è di 2.586 milioni di euro, ossia +1.637 milioni rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,6 miliardi, mentre un anno fa era stato di 5-1 miliardi.

I mercati di sbocco più dinamici per l'Italia nel mese scorso sono stati gli Stati Uniti con un +36,4%, la Cina con un +17,9%, e i Paesi EDA con un +12,5%, mentre le vendite verso la Russia sono diminuite del 29,5%

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