Blocco contratti pubblici? Lo Stato risparmia 8,5 miliardi

Lo spiega la Corte dei conti nel suo rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica.

Blocco contratti pubblici rispami

Il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, in vigore dal 2011, ha portato nelle casse statali un risparmio pari a 8,5 miliardi in 4 anni.

Il blocco della dinamica retributiva nelle amministrazioni pubbliche e il consistente calo del numero dei dipendenti hanno determinato nel quadriennio 2011-2014:

"effetti finanziari superiori alle attese, con una diminuzione complessiva della spesa di personale di circa il 5% (8,7 miliardi in valore assoluto), cui si aggiunge la minor spesa per i mancati rinnovi contrattuali".

A spiegarlo è la Corte dei conti, la magistratura contabile, nel suo rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica.

Secondo la Corte negli ultimi 20 anni è quasi raddoppiata la quota delle entrate derivanti dalle tasse locali su quelle dell'intera pubblica amministrazione, quota passata dall'11,4% del 1995 al 21,9% del 2014.

"Ma ciò è stato il frutto di scelte operate a livello di governo centrale, piuttosto che espressione dell'autonomia impositiva degli enti decentrati"

I magistrati contabili sottolineano poi come:

"sono 113 le misure che hanno interferito con il percorso del federalismo, incidendo sull'assetto e sull'evoluzione dei principali tributi regionali e comunali (Irap, addizionale regionale all'Irpef, addizionale comunale all'Irpef e Imu)"

Sarà dunque necessario un ambiente macroeconomico espansivo perché

"non possono sottovalutarsi le difficoltà di realizzare pienamente il programma di spending review, a motivo degli ampi risparmi già conseguiti per le componenti più flessibili e per il permanere di un elevato grado di rigidità nella dinamica delle prestazioni sociali"

Il tutto in modo da poter sostenere davvero le scelte di allentamento della pressione fiscale su cittadini e imprese.

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