Scade pagamento acconti Imu e Tasi: domani 16 giugno è il Tax Day

Tra acconti di Imu e Tasi arriveranno nelle casse pubbliche 12 miliardi. Giungla di aliquote diverse. Dove si paga di più.

Imu  tasi prima rata acconto  2015

Domani è il tax day, il 16 giugno scadono infatti le prime rate delle tasse sugli immobili, Imu e Tasi (cosa sono e come si pagano).

Nella casse delle amministrazioni pubbliche finiranno 12 miliardi per il versamento della Tasi sull'abitazione principale e dell'Imu sulle seconde case e sugli immobili di pregio. Le aliquote com'è noto sono diverse a seconda delle decisioni dei comuni, la maggioranza dei quali non le ha ancora deliberate per il 2015: varranno dunque quelle dell'anno scorso.

Il Servizio politiche territoriali della Uil spiega che tra acconti di Imu e Tasi (il saldo è previsto invece per il 16 dicembre prossimo) arriveranno 9,7 per la prima e 2,3 per la seconda.

Il costo medio complessivo per la Tasi (acconto e saldo) sarà pari a 180 euro, la metà da pagare entro il 16 giugno. Nella città capoluogo si arriva però a 230 euro in media, quindi 115 euro di acconto, con punte che salgono fino a 403 euro.

Il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy parla di un aumento "seppur minimo" per le aliquote, che sono state pubblicate soltanto da 1.490 comuni. Secondo la simulazione della Uil, la Tasi più salata si pagherà a Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma invece il conto sarà di 391 euro medi (196 euro di acconto).

Ad Asti il costo medio della Tasi sarà di 19 euro, 37 euro a Trento, 46 euro ad Ascoli e 57 euro a Catanzaro, mentre Ragusa e Olbia sono le uniche Città capoluogo a "Tasi zero".

Per l'acconto Imu sulle seconde case il costo medio lievita di parecchio per 866 euro in tutto, il 50% da pagare appunto con la prima rata in scadenza domani 16 giugno.

Le punte di Imu più alte si registrano a Roma, con 2.028 euro tra prima e seconda rata, 1.828 euro all'anno a Milano, 1.792 euro a Torino, 1.748 euro a Bologna.

Secondo una analisi di Confartigianato a livello regionale la più cara è L'umbria, le aliquote più basse sono invece in Val d'Aosta (8,16), Friuli Venezia Giulia (8,97) e Sardegna (9,05).

L'organizzazione degli artigiani spiega come il Fisco sugli immobili produttivi colpisce pesantemente capannoni, laboratori e strumenti di lavoro:

"si concentra un prelievo fiscale sempre più forte, aggravato dalle complicazioni derivanti dalla giungla di aliquote diverse. È assurdo tassare gli immobili produttivi delle imprese come se fossero seconde case o beni di lusso. Come si può essere competitivi con una zavorra tanto pesante sulle spalle? Che fine ha fatto l'annunciata riforma della tassazione immobiliare all'insegna della semplificazione e della riduzione delle aliquote?"

si chiede il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.

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