Giustizia sommaria sugli assegni familiari per disabili

Paul Biddle - \"Blind Justice\" Disparità, iniquità e paradossi fiscali continuano a trapuntare la riforma assistenziale del Governo Prodi che non sembra comunque voler rinunciare ad un giusto riproporzionamento degli assegni familiari. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti recentemente provveduto a eliminare una disparità di trattamento emersa a seguito della rimodulazione dei valori delle tabelle utili per l’assegno nucleo familiare a svantaggio dei nuclei familiari con componenti disabili rispetto agli altri nuclei con figli, ma senza soggetti disabili.
Stando alle vecchie disposizioni infatti una famiglia di tre persone, due genitori e un figlio, con un reddito annuo lordo di 37.500 euro poteva percepire un assegno di 17,81 euro al mese se il figlio era disabile. Se invece il figlio non aveva difficoltà ne avrebbe presi 42,71 con una penalizzazione per i disabili di 24,90 euro.

Il decreto stabilisce finalmente che dal 1° gennaio 2007, l'assegno per il nucleo familiare per i nuclei con entrambi i genitori o con un solo genitore e con almeno un figlio minore, che includono soggetti inabili, non può essere inferiore, a parità di reddito e di composizione numerica, a quello corrisposto agli equivalenti nuclei che non includono soggetti inabili. Per cui la famiglia composta da tre persone con un figlio disabile a carico non potrà percepire meno di 42,71 Euro al mese. Le tabelle relative agli assegni per figli disabili sono infatti state equiparate dalla circolare Inps a quelle per famiglie senza disabili a carico, annullando le disparità ma non comportando in molti casi alcun vantaggio effettivo per i portatori di handicap.

Novità sugli assegni familiari

La circolare n. 88 del 18 maggio 2007 dell’Inps ha rilevato come la legge 292/06 abbia rideterminato i livelli di reddito e gli importi degli assegni per nuclei familiari con entrambi i genitori o un solo genitore e con almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, rivalutando del 15% gli assegni per le altre tipologie di famiglie con figli.
L’applicazione della norma ha comportato in alcuni livelli di reddito una disparità di trattamento, tale da determinare, a parità di reddito del nucleo familiare, un importo inferiore dell’assegno in nuclei con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile.

Un paradosso legislativo dunque, riconosciuto dalla stesso Inps che provvede a sanare la situazione stabilendo in circolare che, a parità di reddito familiare, l’importo dell’assegno per i nuclei con componenti inabili debba essere quantomeno pari a quello dei nuclei equivalenti senza componenti inabili, confermando quanto stabilito con Decreto ministeriale del 7 marzo (G.U. n. 105 dell’8.03.2007) dal Ministro delle politiche per la famiglia e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della solidarietà sociale ed il Ministro dell’economia e delle finanze.

Le tabelle 14 e 15 sono state raccordate con le tabelle 11 e 12 se più favorevoli e le nuove tabelle 14 e 15 così rielaborate vanno a sostituire le tabelle 14 e 15 in precedenza allegate alla circolare n.13/2007 (tabelle ANF importi mensili) e circolare n.26/2007 (tabelle ANF importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali).

In ottemperanza alle modifiche apportate agli importi spettanti alle famiglie con disabili dunque il datore di lavoro dovrà corrispondere il giusto importo ricalibrato alla luce della circolare a partire dal 1 gennaio 2007, concedendo l’assegno per intero nel caso di nuove domande e la differenza rispetto a quanto già corrisposto. Il conguaglio delle differenze dovrà essere effettuato entro il 16 agosto 2007.

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