IMU: l’esenzione per le scuole paritarie e la stretta sul no profit

Le scuole paritarie sono esentate dal pagare l'IMU se l'attività è svolta a titolo gratuito o se:

il corrispettivo simbolico è tale da coprire solo una frazione del costo del servizio, tenuto conto dell'assenza di relazione con lo stesso.

Una mini retta insomma salverebbe le scuole paritarie dal pagamento dell’imposta sugli immobili ma dovrebbe coprire solo parte del costo per il servizio e non essere riconducibile a esso. Lo stabilisce il regolamento del Tesoro pubblicato in Gazzetta ufficiale tre giorni fa.

Delle stesse esenzioni possono beneficiare le attività assistenziali e sanitarie sempre se effettuate gratis o dietro versamento di un importo non superiore alla metà del corrispettivo medio previsto per analoghe attività nel territorio. Per le strutture sanitarie l'esenzione riguarda solo quelle accreditate.

E sarà così per tutte le attività ricettive, come alberghi e ostelli, gestite dal mondo del no profit. Le prime reazioni al regolamento pubblicato in Gazzetta ufficiale tre giorni parlavano di favore alle scuole cattoliche e salasso per tutto il resto del settore non profit. In realtà neanche la Chiesa fa salti di gioia, anzi.

Secondo Padre Francesco Ciccimarra, presidente dell’Agidae, Associazione gestori istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica, ciò significa:


la fine delle opere cattoliche in Italia. Nessuna scuola è gratuita, i docenti chi li paga? Con quali soldi? Tutte le scuole sono in fallimento, le chiuderemo in un anno, licenzieremo 200 mila persone, così tutti quanti saranno contenti.

Per il terzo settore in caso di immobili misti (dove si svolgono in parte attività commerciali) si dovrà pagare in modo proporzionale in base allo spazio, al numero dei soggetti e al tempo di utilizzo. Il regolamento in questo caso recita che:

per le unità immobiliari destinate ad una utilizzazione mista, la proporzione sia prioritariamente determinata in base alla superficie rapportata alla superficie totale dell'immobile.

Mentre per gli immobili che:

sono indistintamente oggetto di un'utilizzazione mista, la proporzione è determinata in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo. Infine, nel caso in cui l'utilizzazione mista è effettuata limitatamente a specifici periodi dell'anno, la proporzione è determinata in base ai giorni durante i quali l'immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività commerciali.

Per avere l’esenzione IMU gli enti non commerciali entro la fine di dicembre 2012 devono predisporre e/o adeguare il proprio statuto che dovrà prevedere:


1) il divieto di distribuire anche in modo indiretto utili; 2) l'obbligo di reinvestire gli eventuali utili per scopi istituzionali di solidarietà sociale; 3) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente non commerciale in caso di suo scioglimento ad altro ente non commerciale.

Foto © TMNews

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