Tassa sui condizionatori da 200-300 euro? I chiarimenti dopo la denuncia delle associazioni


tassa condizionatori

Aggiornamento ore 18.00 - Il comunicato stampa pubblicato oggi da Federconsumatori e i calcoli dell'associazione relativi ai "200 euro a famiglia di spesa extra" non sono esatti. Cerchiamo dunque di fare maggiore chiarezza e rettificare alcune delle informazioni presenti anche nel nostro articolo.

La normativa in questione è del 2014: il Decreto ministeriale è quello del 10 febbraio 2014 che definisce i nuovi modelli per il libretto di impianto per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per il rapporto di efficienza energetica.

Il decreto è andato in Gazzetta Ufficiale a marzo del 2014 e - come si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico - a partire dal 1° giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti del nuovo libretto e per i controlli di efficienza energetica devono essere utilizzati i nuovi modelli.

Al di là delle date e della paternità della legge ("nata" nel Governo Monti, recependo una direttiva comunitaria), ciò che è realmente importante per i consumatori è che gli impianti interessati dalla norma sono quelli di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW. Esclusi dunque i classici impianti casalinghi, che hanno una potenza decisamente minore e dunque non sono interessati dalla legge.

Leggiamo ancora sul sito del Ministero:

Quando e su quali impianti si eseguono i controlli di efficienza energetica?

I controlli di efficienza energetica, si eseguono, ai sensi dell’art.8, comma 1 del D.P.R. 74/2103 “in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione di cui all’articolo 7 su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di efficienza energetica riguardante:
a) il sottosistema di generazione come definito nell’Allegato A del decreto legislativo;
b) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati;
c) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.”
La cadenza da rispettare è quella dell’allegato A del D.P.R. 74/2013.

Tassa sui condizionatori da 200-300 euro? La denuncia delle associazioni

La tassa sui condizionatori ci mancava. In pratica siamo arrivati all'imposizione fiscale sull'aria (condizionata). Lo prevede una direttiva europea sulle emissioni di anidride carbonica, le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef denunciano la situazione calcolando l'aggravio di spesa in almeno 200 euro a famiglia.

La direttiva recepita dal governo Renzi impegna i proprietari di un condizionatore a possedere un libretto di impianto, introducendo controlli tecnici sui condizionatori ogni quattro anni.

Per chi non rispetta le regole sono previste multe salatissime, da 500 a 3.000 euro per il proprietario dei condizionatori, da 1.000 a 6.000 euro per il manutentore che non ha applicato la normativa, somme che poi finiranno nelle casse di Comuni e Regioni.

Il fine della direttiva UE (vincolante per gli Stati membri che però possono scegliere forma e mezzi per implementarla) è quello di tutelare l'ecosistema limitando l'immissione di anidride carbonica nell'aria. La norma equipara quindi condizionatori agli altri impianti di riscaldamento tipo le caldaie.

Il provvedimento emanato dal governo a fine giugno i ogni caso sembra in netto contrasto con il piano di riduzione delle tasse "epocale" annunciato solo qualche giorno fa dal premier, a partire dalla promessa cancellazione la tassa sulla prima casa.

Come si leggeva su Libero a inizio giugno intanto starebbero già nascendo nelle città italiane e sopratutto a Roma:

"società ad hoc, partecipate o private, cui deve essere affidato il censimento degli impianti di condizionamento"

L'economista Paolo Savona su Scenarieconomici.it invece parla in questi termini dalla novità:

"Proprio mentre Renzi promette di ridurre le tasse, il Comune di Roma (ma penso anche altrove), avvalendosi di una direttiva europea sulla tutela dell'ecosistema, tramutata rapidamente in legge italiana, in barba all'impegno della mitica tassa unica comunale, ha imposto una nuova gabella ai cittadini tassando i condizionatori, come se una tassa potesse ridurre l'immissione della CO2 nell'atmosfera, mentre aumenta le risorse da spendere a fini parassitari. Infatti ha prontamente creato un'apposita società pubblica, che penso abbia i suoi presidenti, direttori, dirigenti e impiegati di cui non si è saputo nulla, che nella migliore delle ipotesi assorbiranno il gettito della nuova tassa".

Ma quanto costa la tassa sul condizionatore? Per il rilascio del libretto e del primo bollino di regolarità si calcola servano almeno 200 euro, 300 se i condizionatori in casa sono più di uno. Il gettito totale del provvedimento dovrebbe portare nelle casse dello Stato 4 miliardi di euro, più di quanto l'erario incassa con l'IMU.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail