Le previsioni sul prezzo del petrolio sono di ulteriore calo

Dopo una primavera in risalita, il prezzo del petrolio torna a scendere. Ecco le ultime previsioni.

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Le previsioni sul prezzo del petrolio si fanno molto positive per i consumatori e funeste per gli investitori, che dopo la risalita del greggio in primavera (periodo durante il quale aveva riguadagnato fino al 50%) vedono adesso una netta ridiscesa.

Il greggio europeo ora è sotto i 55 dollari (a maggio era risalito fino a 70), mentre quello americano (che aveva raggiunto quota 50) è tornato a valere meno di 50 dollari. Le ragioni stanno ovviamente nella sovrapproduzione di petrolio che il mercato non è in grado di assorbire.

A ciò si aggiunge anche per le materie prime non è un buon periodo, così come non lo è per l'oro. Spiega il Sole 24 Ore:

(Gli investitori) abbandonano le materie prime oppure - quando rimangono - scommettono sempre più numerosi al ribasso. È anche per la rinnovata debolezza del greggio che il Bloomberg Commodity Index è finito ai minimi da 13 anni.

Dietro a tutto ciò c'è sempre l'Opec e il suo tentativo di "strangolare" i produttori che hanno i costi più alti. La strategia sta funzionando, visto che come le compagnie petrolifere stanno continuando a cancellare gli investimenti. Aspetto, questo, che tornerà a farsi sentire tra qualche tempo, quando proprio la mancanza di investimenti potrebbe far temere che il petrolio possa scarseggiare spingendo di nuovo in alto il prezzo.

Per il momento però, non si vede nulla di tutto questo, e non si vede nemmeno la resa di quello che sembra essere il nemico numero uno dell'Opec: lo shale oil americano. Dai costi di produzione elevato, il greggio statunitense sta comunque resistendo e si è stabilizzato sopra i 9 milioni di barili al giorno.

Nonostante il prezzo basso e i costi alti, banche e altri finanziatori continuano a investire su questo settore, convinti che, passata la tempesta, possa ancora rivelarsi un grosso affare.

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