"Tassa" sul bancomat aziendale: la multa sarà rimodulata

tassa bancomat aziendale

La cosiddetta tassa sui bancomat di cui si sente tanto parlare in queste ultime ore è in realtà una multa dal 10% al 50% sui prelievi effettuati dal conto aziendale senza giustificazioni dal punto di vista contabile.

La novità, che certo non fa impazzire di gioia i titolari di Pmi e imprese di più grosse dimensioni, è contenuta nell’articolo 15 del decreto sulla revisione del sistema delle sanzioni che attua una parte della delega fiscale (Legge 23/2014).

Rete Imprese Italia ha già vivacemente protestato contro una sanzione che pare eccessiva definendola una misura assurda "peggiore della disciplina vigente”. Una
“vera e propria follia burocratica” che vede l'introduzione di un'altra:

"complicazione fiscale, soprattutto a carico delle imprese in contabilità semplificata, che va assolutamente stralciata dallo schema di decreto sulla revisione del sistema sanzionatorio”.

Lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi ha dovuto prendere atto delle proteste parlando di “una sanzione impropria” che dovrà essere meglio tarata ma non cancellata. Una correzione ma non un ritiro della misura.

Come funziona la "tassa" sul bancomat aziendale? Nel caso che un’impresa sia sottopsota ad accertamenti fiscali la multa scatta per:

"mancata o inesatta indicazione del soggetto beneficiario delle somme prelevate"

Una definizione troppo larga che rischia di comprendere ogni tipo di prelievo effettuato dal conto bancario intestato all’azienda, se l’imprenditore non è in grado di indicare chi sia il beneficiario.

Il decreto in questione è stato approvato preliminarmente dal Consiglio dei ministri due giorni fa, ora comincia l’iter in parlamento, le commissione competenti dovranno vagliare la norma e apportare le eventuali modifiche prima che il testo ritorni a Palazzo Chigi.

Orlandi mette le mani avanti suggerendo di sostituire la multa con una sanzione progressiva, graduata in base al diverso comportamento del contribuente, in modo da:

"eliminare anche nei confronti degli imprenditori la sanzione impropria, costituita dal considerare ricavi occulti le somme prelevate che non trovano giustificazione in contabilità".

Il sottosegretario dell’Economia Enrico Zanetti dal canto suo ha confermato la volontà di procedere con una modifica al testo del decreto, confermando l’impegno per eliminare una misura che lui stesso descrive come un accanimento burocratico.

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