Naspi persa se rifiuti il lavoro: cause decadenza disoccupazione

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Se rifiuti il lavoro perdi la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione. Non accettare un lavoro in luogo distante non più di 50 chilometri dalla propria residenza comporta la perdita del diritto a usufruire dalla prestazione sociale di disoccupazione.

Stessa cosa se si rifiuta un posto di lavoro raggiungibile in 80 minuti con i mezzi pubblici e se, come riporta ItaliaOggi stamane, "si snobbano le iniziative di politica attiva", i percorsi di attivazione lavorativa e riqualificazione professionale proposti dai servizi all'impiego competenti.

La decadenza della Naspi è relativa all’estensione delle regole sui vincoli all’erogazione della vecchia indennità di disoccupazione, l'Aspi, introdotta dalla riforma Fornero, alla nuova indennità che è entrata vigore dall'uno maggio e in attesa, in ossequio al d.lgs numero 22/2015 (Jobs Act) di specifico decreto attuativo.

I casi di cancellazione della Naspi subentrano quindi nell’ipotesi di trasferimento del lavoratore ad altra sede, al rifiuto di partecipare alle politiche attive occupazionali e alla non accettazione di una congrua offerta di lavoro.

Le novità sono state precisate dall'Inps in una circolare, numero 142/2015, diffusa ieri, spiegando che la Naspi può essere sommata ai voucher fino a 3.000 euro e fino a 8.000 euro se so ha un'occupazione con contratto intermittente.

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