250mila nuove assunzioni nei primi sei mesi del 2015

Messa così, sembrerebbe davvero una buona notizia. Ma c'è da capire quanti di questi sono i "lasciati a casa e riassunti".

assunzioni 2015

Prima di stappare lo champagne, bisognerebbe fare un po' di chiarezza sui numeri. Perché se è vero che i dati della Cgia di Mestre sono importanti - 253.500 nuove assunzioni non stagionali registrate nei primi 6 mesi del 2015 nei settori dell'industria e dei servizi privati (+25,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014) - è altrettanto vero che già nei mesi scorsi, andando a vedere nel dettaglio, si scopriva che una grossa parte di queste nuove assunzioni era in verità solamente una "riassunzione" di persone che già lavoravano che venivano così inquadrate con il nuovo contratto a tutele crescenti.

Per il momento non è dato sapere quale sia il netto, e se magari fornisca qualche dato più ottimistico rispetto a quanto si era visto nel mese di maggio, quando i veri nuovi assunti - ovvero persone che prima non lavoravano - erano una minoranza risibile del totale dei nuovi assunti.

Entrando nel dettaglio di questi 250mila nuovi assunti si scopre comunque che poco più di 164.000 persone avrebbero trovato un impiego presso il settore dei servizi: in particolare, 40.300 nel commercio, 29.710 in quello dei servizi alle persone e 26.910 nel turismo e nella ristorazione. Attenzione, si tratta di assunzioni "non stagionali", quindi che non riguardano chi trova lavora solo per i mesi estivi.

"Tuttavia, il dato più interessante - sottolinea Paolo Zabeo della Cgia - emerge dall'analisi della distribuzione dei neo assunti per le classi dimensionali delle imprese, con una maggioranza di assunzioni da parte di piccole e piccolissime aziende a dimostrazione che queste realtà imprenditoriali costituiscono ancora una volta l'asse portante su cui ruota l'economia e l'occupazione del nostro Paese".

Interessante anche la netta crescita rispetto allo scorso anno, che potrebbe significare che una ripresa delle assunzioni sta avendo corso. Oppure che l'anno prima non c'era il jobs act e quindi non c'era il fenomeno delle "nuove assunzioni di persone già assunte". I dati sulla disoccupazione farebbero propendere per la seconda ipotesi.

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