Borse: crolla Shenzhen (-7%), i listini europei si difendono

Gli investitori europei non si lasciano condizionare per ora dal crollo di Shanghai. Spread e Btp sono stabili.

Crollano le Borse cinesi di Shanghai e Shenzhen

In seguito all'iniezione di liquidità operata dalla Banca centrale cinese con 17 miliardi di euro con operazioni pronti contro termine, le Borse di Shanghai e Shenzhen hanno reagito molto male, rispettivamente con il -6 e il -7%, perché gli investitori ora temono che la Banca centrale possa ridurre le misure di sostegno alla ripresa economica. Gli analisti non ritengono invece che il crollo di oggi possa in qualche modo avere a che fare con l'attentato di ieri a Bangkok.

In Giappone, invece, la Borsa di Tokyo ha limitato i danni e l'indice Nikkei ha ceduto solo lo 0,32% a 20.554,47 punti. C'è grande attesa però, tra gli investitori nipponici e non solo, per la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, che dovrebbe avvenire domani. È probabile che la Fed voglia avviare la stretta monetaria a settembre nel caso in cui i dati sul mercato del lavoro di agosto dovessero confermare la ripresa.

Wall Street in ogni caso si sta riprendendo dopo lo shock della svalutazione dello yuan da parte della Cina e ieri, dopo un'apertura in calo, ha chiuso positivamente, il Dow Jones ha ottenuto in +0,39%, l'S&P 500 il +0,52% il Nasdaq il +0,86%.

Gli Usa sono in stesa di capire come andranno le quotazioni del petrolio, che per ora sono in calo a causa del rafforzamento del dollaro e del possibile rientro dell'Iran sui mercati occidentali.

L'euro invece è ancora debole, a 1,1067 dollari, lo spread è statibile a 112 punti, i Btp rendono quasi l'1,75%. Le Borse europee hanno aperto in negativo, ma si stanno via via riprendendo: Piazza Affari cede lo 0,5%, Londra e Parigi lo 0,3%, Francoforte lo 0,2%.

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