Fusione Fca-Gm? Marchionne rilancia

Ma dai vertici della casa statunitense arriva un fermo "niet".

Sergio Marchionne  manager dell'anno 2014

"Sarebbe irragionevole non farlo", questa la locuzione (un po' contorta) utilizzata dall'amministratore delegato di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne per illustrare la sua volontà di forzare la mano per arrivare a una fusione tra Fca e General Motors, il colosso dell'automobilismo statunitense. Ma cosa significa forzare, arrivare un'opa ostile nei confronti di Gm? Per il momento l'ipotesi non sembra sul tavolo, e la pressione è rivolta solo al tentativo di convincere i vertici a sedersi attorno a un tavolo per discutere.

Missione molto più difficile del previsto, visto che non solo - come rivelato dallo stesso Marchionne - dagli uffici alti di Gm non rispondono nemmeno alle sue chiamate, ma anche perché le avance di Fca sono state esplicitamente rigettate sia dall'ad Mary Barra, sia dal presidente Dan Ammann. Un portavoce ha anche rincarato la dose: "I manager e anche gli azionisti credono che la nostra compagnia stia meglio da sola".

Una posizione che probabilmente a Marchionne sembra assurda, dal momento che secondo i suoi calcoli la fusione Fca-Gm darebbe vita a "un gruppo da 30 miliardi di dollari l'anno cash" come margine operativo lordo. Molto molto più di quanto ottengono le due compagnie da sole. "I potenziali profitti sono più grandi in maniera esponenziale rispetto agli attuali guadagni globali di Fca e Gm messi insieme”.

Ma se non si pensa a un'opa e i vertici di Gm non sono interessati, come si fa? Marchionne non sembra turbato e spiega come "ci sono diversi tipi di abbraccio, quelli più morbidi e quelli più fermi". Per il momento però, più che abbracciare Mary Barra, Marchionne si accontenterebbe di riuscire a vederla: "Puoi respingere un accordo, ma non puoi rifiutarti di discuterne".

Un corteggiamento in piena regola, che molto probabilmente non porterà da nessuna parte. E quindi si inizia a guardarsi attorno in cerca di alternative: "I potenziali partner non ci mancano di sicuro, riuscirei a chiudere un accordo anche oggi, ma non sono interessato per ora, perché so che c'è un possibile accordo migliore". Peccato che per le fusioni, come per i matrimoni, bisogna essere in due.

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