Tasse sulla casa: Ue scettica sul piano di riduzione promesso da Renzi

Italian Prime Minister Matteo Renzi (L), European Council President Donald Tusk (C) and EU Commission President Jean Claude Juncker (R) give a joint press  after  the European Union summit at the EU headquarters in Brussels on December 18, 2014. AFP PHOTO / JOHN THYS        (Photo credit should read JOHN THYS/AFP/Getty Images)

L'Unione Europea non ha esitato ad esprimere il suo dissenso sulla strategia di riduzione fiscale di Matteo Renzi. Nello specifico, a Bruxelles, preferirebbero un taglio delle imposte sul lavoro e capitali e non sulla casa.

Fonti comunitarie sono intervenute sul tema, parlando all'Ansa. Ivi, è stato rimarcato quello che già era stato detto in passato : "Abbiamo letto i recenti annunci sulle tasse in Italia, ma non avendo dettagli sui piani non possiamo fare commenti. Tuttavia è ben noto che il Consiglio ha raccomandato che l'Italia sposti sugli immobili ed i consumi il carico fiscale che grava su lavoro e capitali".

Il progetto di legge finanziaria 2016, secondo quanto stabilito dalle norme previste dal "2-pack", dovrà essere sottoposto al giudizio della Commissione entro il prossimo 15 ottobre. Successivamente il nostro governo, in base all'art. 7 della legislazione sulla governance degli Stati della zona Euro, dovrà esprimere la sua opinione al più presto possibile ed "in ogni caso non oltre il 30 novembre". Le fonti europee, però, ci tengono a precisare che si aspettano che l'Italia "rispetti tutte le raccomandazioni del Consiglio, comprese quelle sulla politica tributaria".

E aggiungono da Bruxelles: "Le regole della flessibilità sono già state applicate per l'Italia e riflettono le raccomandazioni fatte sotto la procedura del Semestre Europeo".

D'altro canto, un primo stop a Renzi era arrivato già dal ministro delle Finanze. Per Pier Carlo Padoan, il taglio delle tasse sulla casa deve necessariamente essere collegato da un contemporaneo taglio della spesa pubblica. Altrimenti l'Unione Europea potrebbe rigettare la manovra, visto che è consentito all'Italia di aumentare il deficit soltanto di qualche decimale.

Dall'assemblea di Confcommercio del luglio scorso, Padoan ha detto sul tema: "la riduzione delle tasse deve convincere i cittadini e per farlo deve esser finanziata in modo strutturale" cioè "con tagli di spesa".

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