Cgia: da ottobre si rischia aumento accise carburanti, Ires e Irap per 1,4 miliardi

Ma Renzi non promette un giorno sì e l'altro pure che l'esecutivo abbasserà le tasse?

Matteo Renzi clausole salvaguardia

Mentre il premier promette di tagliare e ridurre le tasse dal 2016, la Cgia di Mestre ricorda a che ottobre di quest'anno rischia di scattare un aumento delle accise da ben 1,4 miliardi. Se il governo non trova le coperture entro fine settembre le clausole di salvaguardia previste dall'ultima Legge di stabilità faranno il loro dovere con aumenti che toccheranno i carburanti, con ripercussioni a catena su tutte le merci che viaggiano su gomma, l'Irap e l'Ires, cioè imprese e privati cittadini.

Dunque se per fine mese non saranno emanati due provvedimenti legislativi che eliminino la necessità delle clausole di salvaguardia per 1,4 miliardi di euro, dal primo ottobre 2015 scatteranno gli aumenti delle accise sui carburanti e degli acconti di novembre di Irap e Ires sulle imprese.

"Siamo certi che il Governo Renzi non avrà problemi a reperire questi 1,4 miliardi di euro. Molto più difficile sarà recuperarne altri 16 per sterilizzare gli effetti economici delle clausole di salvaguardia per l'anno venturo. Risorse che l'esecutivo dovrà individuare entro la fine di quest'anno, probabilmente con la prossima legge di Stabilità. Pertanto, va benissimo togliere le tasse sulla prima casa. Tuttavia, è necessario essere chiari e dire dove si troveranno le coperture per scongiurare l'aumento dell'Iva, delle accise e degli acconti Irap-Ires, per abolire la Tasi ed eventualmente anche l'Imu sull'abitazione principale e, infine, per scongiurare la riduzione delle detrazioni e deduzioni fiscali"

spiega Paolo Zabeo della Cgia.

La prima clausola scade entro il 30 settembre e serve a coprire la mancata autorizzazione da parte dell'Unione europea all'estensione del reverse charge alla grande distribuzione che era previsto dalla legge di Stabilità 2015. La seconda clausola fu introdotta ad agosto 2013 dal governo Letta, quando venne confermata l'abolizione della prima rata Imu del 2013. Per farlo si dovettero tagliare le previsioni di spesa e si fece ricorso al gettito incassato dalla sanatoria accordata ai concessionari dei giochi e al maggior gettito Iva derivante dal pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni.

Due misure che insieme avrebbero dovuto far incassare allo Stato 1,52 miliardi ma che portarono solo 880 milioni di euro, per i 640 milioni di euro restanti fu introdotta la clausola di salvaguardia che prevede l'aumento gli acconti Ires e Irap dell'1,5%.

L'aumento delle accise era previsto del resto già dall'uno gennaio 2015, per 671,1 milioni di euro, solo che il governo riuscì a metterci una pezza grazie alla sanatoria sul rientro dei capitali meglio nota come voluntary disclosure. Però se le entrate derivanti da questa misura non saranno sufficienti, entro il 30 settembre 2015 aumenteranni gli acconti Ires e Irap per il periodo di imposta 2015 e dal 2016 anche gli importi delle accise. In tutto tra 2016 e il 2018 ci sono 74 miliardi di clausole di salvaguardia da sterilizzare.

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