Perchè i funerali hanno costi dell’altro mondo!

Costi del funerale Collusioni sulla morte dal sapore funereo, cartelli speculativi sul dolore altrui…questa il risultato dell’indagine dell’Antitrust sulle imprese funebri che propone una netta separazione tra le attività igienico-sanitarie di carattere pubblico e le attività di tipo privato. Sotto accusa enti pubblici e privati, alimentatori di un business “sotterraneo” di clientelismi poco “concorrenziali”.
L’accusa di collusione deriva dal semplice fatto che le famiglie in particolari momenti di stress emotivo non sono in grado di scegliere l’offerta economica più adeguata per far fronte ad un decesso e naturalmente l’impresa proposta dall’ospedale gode nello specifico di una posizione privilegiata…soprattutto se consideriamo i costi non irrilevanti della morte.

Quanto costa un funerale?

Secondo un’indagine di Help Consumatori per un funerale si spenderebbero in media tra i 2.000 e i 3.000 Euro. Roma, con i suoi 2155 euro, sarebbe la città meno cara per i funerali "all inclusive", mentre Milano tra le città dove il funerale costa di più, ben 3575 euro. La capitale è seguita da Napoli (€ 2300), Palermo (€2375), Bari (€2450), Lecce (€2558), Genova (€2700), Torino (€3250) e Milano. Enorme la sproporzione tra le tariffe "comunali" e quelle applicate dai privati. Nei comuni che la prevedono ( tutti tranne Bari e Lecce), infatti, il costo non supera i 1000 euro, fatta eccezione per il Comune di Roma che offre la possibilità di scegliere tra un funerale economico (900 euro), normale (1200 euro) e lusso (1500 euro) e per il Comune di Genova dove l'Azienda Servizi Funebri che agisce per nome e per conto del Comune applica tariffe pari a quelle di un privato (2000 euro).

La collusione parte in ospedale...

In una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato, a Governo, Regioni e Comuni l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sottolinea come molte amministrazioni ospedaliere, per contenere i costi di gestione o addirittura per garantirsi un'entrata, affidano a società di onoranze funebri, gratuitamente o a pagamento, la gestione delle camere mortuarie. "Si tratta - afferma l'Antitrust - prassi che violano la necessaria distinzione fra servizi di natura pubblica in adempimento agli obblighi di polizia mortuaria, e attività commerciali quali sono i servizi di onoranze funebri". Per questo la richiesta contenuta nella segnalazione è di una netta separazione tra le attività igienico-sanitarie di carattere pubblico e le attività di tipo privato.

..per finire al cimitero.

Distorsioni di questo tipo avvengono anche nel caso, sottolinea l’Antitrust, in cuii servizi di onoranze funebri sono le stesse società comunali che gestiscono i cimiteri. Anche in questo caso si assiste ad una commistione tra attività tipicamente pubblica (la gestione dei cimiteri) e attività imprenditoriali private. Ulteriori problemi nascono poi quando le società comunali, attraverso le quali le amministrazioni hanno esercitato in regime di esclusiva le attività funebri, hanno successivamente esteso la loro attività nel mercato contiguo delle onoranze funebri.

Nella segnalazione l'Autorità auspica da un lato che il Ministero della Salute, le Amministrazioni Regionali competenti e le singole Aziende Sanitarie si adoperino comunque affinché i servizi di natura igienico sanitaria non vengano affidati a operatori privati di onoranze funebri, e dall'altro che le amministrazioni comunali si limitino ad offrire servizi di gestione cimiteriale e altri servizi di natura pubblica evitando di svolgere, attraverso le stesse imprese, attività privatistiche di onoranze funebri. (v. articolo)

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