Debito, Appello di 19 economisti all'Onu. Varoufakis: "Il prestito ad Atene non è sostenibile"

Greece's Finance Minister Yanis Varoufakis Speaks At Institute For New Economic Thinking As Greece Makes International Monetary Fund Payment

E' stato promosso un appello alle Nazione Unite da parte di 19 economisti di fama internazionale. Tra i firmatari c'è l'ex ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, il direttore della Scuola di studi superiori in scienze sociali di Parigi e autore del bestseller Il Capitale nel XXI secolo, Thomas Piketty, James Galbraith dell’University of Texas di Austin, Mariana Mazzucato dell’Università del Sussex, Martin Guzman della Columbia University.

L’appello, ripreso dal Guardian, è focalizzato intorno ai 9 principi cardine proposti da un comitato istituito dall’Onu, al fine di creare un rinnovato quadro normativo per la ristrutturazione dei debiti sovrani.

I nove punti ribaditi nel teso sono i seguenti: sovranità nazionale, buona fede, trasparenza, imparzialità e parità di trattamento, immunità di uno stato sovrano, legittimità, redditività e ristrutturazione a maggioranza.

Tali principi saranno messi a votazione domani, 10 settembre 2015, presso la stessa Assemblea Onu.

La premessa della proposta trova, ovviamente, le sue radici nella vicenda della trattativa tra Berlino e Atene di questa estate:

"La crisi greca ha messo in chiaro che i singoli Stati che agiscono da soli non possono negoziare condizioni ragionevoli per la ristrutturazione del loro debito nel quadro politico attuale, anche se questi debiti sono spesso insostenibili nel lungo periodo. Nel corso delle trattative con le istituzioni creditrici, la Grecia ha affrontato un ostinato rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ristrutturazione del debito, anche se questo rifiuto era in contraddizione con le stesse raccomandazioni del FMI"

Dunuque, proseguono i 19 che invitano l'Assemblea ad esprimere parere favorevole sul documento, è nell'interesse degli Stati membri della Ue cambiare strada perché:

"Se si fossero rispettati questi principi si sarebbero evitate le insidie ​​della crisi greca, in cui i rappresentanti politici hanno ceduto alle richieste dei creditori nonostante la mancanza di logica economica e le conseguenze sociali disastrose"

Facendo riferimento al caso dei fondi-avvoltoio a cui ha dovuto ricorrere il governo argentino in passato, gli economisti pongono l'accento sul fatto che fare chiarezza sulla ristrutturazione è necessario, altrimenti la crisi potrebbe propagarsi, anche in paesi che oggi si sentono al sicuro:

"Ieri (è toccato) all'Argentina, oggi alla Grecia, e domani forse alla Francia. Ogni paese indebitato può essere escluso dalla ristrutturazione del debito. La creazione di un quadro giuridico per la ristrutturazione del debito che consenta a ogni Stato di risolvere i suoi problemi di debito senza il rischio di collasso economico o di perdita di sovranità è una questione della massima urgenza per promuovere la stabilità finanziaria"

Nella parte finale del documento, viene infine fatto riferimento al rispetto dei diritti democratici, tema che compromesso dall'attuale assetto dell'Unione e dalle esigenze del mercato.

Varoufakis, proprio mentre veniva diffuso l'appello, è intervenuto sul New York Times per ribadire le sue posizioni. L'economista keynesiano ha fatto presente che in Grecia negli ultimi anni, sotto le pressioni della Troika, sono stati fatti dimettere tre Primi Ministri. E ha ricordato ancora una volta che il suo paese è in un vicolo cieco, visto che Alexis Tsipras e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, concordano sul parere espresso dal Fmi: il nuovo maxi prestito non è sostenibile per Atene.

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