Def basato su dati non definitivi

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Il Def (Documento di economia e finanza) si basa su dati non definitivi. A dirlo, secondo l'AdnKronos, è l'Ufficio parlamentare di Bilancio in un carteggio con il Ministero dell'Economia.

Il rischio è che la Nota di aggiornamento al Def, prevista massimo per il 21 settembre, possa basarsi su dati non definitivi, con ovvie conseguenze per la redazione della Legge di Stabilità 2016. Ora si cerca di trovare una soluzione.

I dubbi dell'Ufficio parlamentare di Bilancio sono relativi ai tempi di elaborazione dei dati che verranno inseriti nel Def. L'Istat infatti dovrebbe eloborare i dati macro sul Pil tra il 25 e il 30 settembre per diffonderli pooi il 3 ottobre: il problema è che secondo il calendario del ministero dell'Economia il Def va presentato entro il 20 settembre.

Quindi il documento si baserebbe su dati ancora provvisori, mentre Def, dovendo stabilire il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica della Legge di stabilità (con cui si annuncia sarà cancellata la Tasi), dovrebbe contenere dati certi e certificati.

La questione era già stata posta dall'Istat che con una indagine conoscitiva aveva informato il parlamento della differenza temporale tra i tempi dell'Istituto di statistica, il calendario del Mef e il lavoro delle amministrazioni locali, il cui ritardo è la causa prima dello scollamento.

Probabilmente la nota di aggiornamento del Def sarà a questo punto rinviata di qualche giorno per avere gli ultimi dati macro economici disponibili oppure sarà poi aggiornata in parlamento.

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