Digital Tax: che cos'è e come funziona

Messa in soffitta la web tax, arriva la digital tax. Lo scopo è sempre lo stesso: fare pagare le tasse ai colossi informatici.

digital tax che cos'è

Che cos'è la digital tax annunciata in queste ore dal governo Renzi, e che dovrebbe fare la sua comparsa all'interno della prossima legge di stabilità? L'obiettivo, come spiegato dal sottosegretario Zanetti, è "far pagare a chi opera nel digitale quelle tasse che tutte le imprese italiane che operano in Italia pagano". Come si legge nel testo, in effetti, il problema è che:

Internet e il commercio elettronico favoriscono modalità immateriali di produzione del reddito, caratterizzate dall’assenza di formali confini territoriali. Il commercio elettronico (in particolare quello diretto) permette di svolgere operazioni, prescindendo da quegli elementi materiali (bene ceduto e luogo dell'attività) che, nel commercio tradizionale, permettono di collegare una attività produttiva di reddito ad un determinato territorio. Nelle transazioni online è difficile individuare la “territorialità” del venditore e dell'acquirente e perfino il luogo di consumazione del bene.

Con la digital tax, invece, chi vende servizi digitali dall'estero in Italia si vedrà applicata una ritenuta del 25% - effettuata dagli intermediari finanziari - per ogni singola transazione. Dalla tassa sono esentati colori i quali decideranno di aprire una sede fiscale in territorio italiano o stabiliranno accordi con il fisco.

La digital tax, però, non colpirà tutti, ma solo i "colossi", identificati come coloro i quali hanno ricevuto oltre 5 milioni di euro dal mercato italiano per un periodo superiore ai sei mesi. "Non è possibile che imprese che fanno rilevanti profitti in Italia paghino imposte pressoché inesistenti", spiega Zanetti.

Secondo i calcoli di Scelta Civica, da questa tassa potrebbe arrivare un gettito di 2-3 miliardi di euro, soldi che - forse - andranno direttamente a finanziare i produttori indipendenti di film e fiction, al momento alla canna del gas (ma staremo a vedere).

Il tutto dovrebbe partire a giugno 2016, in modo da dare all'Europa altri sei mesi di tempo per mettere a punto la normativa europea che tanti stanno attendendo. Di più: secondo alcune fonti si tratterebbe in verità di una boutade, che ha il solo scopo di mettere fretta all'Europa, senza nessuna volontà di applicare davvero la digital tax allo studio del governo.

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