I tempi sono cambiati e laurearsi non conviene più a nessuno. Stipendio irrisorio e la condanna al precariato, con una permanente discriminazione verso l’universo femminile, questo l’allarmante situazione professionale dei laureati italiani, che difficilmente sbarcano il lunario senza l’aiuto dei genitori fino agli “enta”, con uno stipendio medio di 1.042 Euro netti (v. articolo)
Se è vero che i laureati guadagnano ancora qualche euro in più dei diplomati, non si può dire che le cose rimarranno così a lungo visto che le differenze si vanno assottigliando sempre di più. Tanto più che ora i loro coetanei diplomati, che hanno avuto sempre una paga più bassa, cominciano a rimontare diversi punti percentuali e pare quasi che per le imprese laureati o diplomati pari sono. Tanto che non sono pochi i laureati che a un colloquio di lavoro hanno smesso di raccontare la verità sul percorso di studi. Meglio non dire della laurea. Le aziende quasi si spaventano.
Dati alla mano nel 2003 un laureato con un’età compresa tra 24 e 30 anni occupato in un’attività impiegatizia si portava a casa uno stipendio lordo annuo pari a 22.936 euro. Nel 2006 lo stipendio supera di poco i 24 mila euro. Se si tiene conto del costo della vita, vuol dire che quel laureato oggi guadagna meno (-1 per cento) di quattro anni fa. Meglio è andata invece ai diplomati professionali che sono passati da poco più di 19 mila euro a 21.817 euro, ovvero il 5,9 per cento in più al netto del costo della vita. In quattro anni le diverse dinamiche delle retribuzioni hanno messo in moto una specie di sommovimento tellurico con i laureati che arretrano e i diplomati che avanzano. Nel 2003 il laureato guadagnava 2.500 euro in più di un diplomato di medie superiori e circa 3.543 euro in più di un diplomato tecnico-professionale (v. articolo).
In quattro anni il “premio” rispetto ai suoi coetanei diplomati è diminuito quasi di un quarto ed è divenuto rispettivamente di 1.815 euro e di 2.362 euro. E i laureati “semplici” perdono anche se messi a confronto con chi ha conseguito un master. I dati sono quelli del rapporto di OD&M sulle retribuzioni dei giovani realizzato per Miojob.
Nei dati messi a punto dall’azienda di consulenza nei sistemi incentivanti e delle politiche retributive delle risorse umane, la rimonta diventa ancora più esplicita se si pensa che nel 2003 lo stipendio del diplomato era l’89,1 per cento del laureato mentre nel 2006 è divenuto il 92,5 per cento. La paga del diplomato professionale è passata dall’84,7 per cento del 2003 al 90,2 per cento del 2006.
Il problema è quello di sempre, le aziende preferiscono i diplomati perché più giovani, meno pagati ma allo stesso tempo più operativi. Il tessuto di piccole e medie imprese nostrano non necessita in effetti di grosse specializzazioni quindi perché pagare per competenze in esubero pressoché inutili?
Qualche nota positiva c’è e riguarda l’assottigliamento delle discriminazioni salariali di genere. Tra gli “under 30” si riduce infatti il gap salariale tra uomini e donne. Se nel 2003 le ragazze con un’età compresa tra 24 e 30 anni guadagnavano l’88 per cento di quello che prendevano i loro colleghi maschi, nel 2006 la percentuale è salita al 92 per cento. In altri termini le retribuzioni delle “under 30” sono cresciute in termini reali del 5 per cento mentre quelle dei loro coetanei sono rimaste pressoché bloccate. Nel dettaglio territoriale si scopre che al Sud le retribuzioni dei giovani con un’età tra 24 e 30 anni sono cresciute del 7,8 per cento mentre al Centro si è fermata al 2,8 per cento e al Nord Ovest. In termini di settori, le imprese che pagano meglio i giovani sono quelle che operano nel credito e nell’assicurativo. Qui la paga nel 2006 tocca i 24.809 euro lordi l’anno. Ma le imprese dove le retribuzioni hanno mostrato una maggiore dinamica negli ultimi anni sono quelle attive nella comunicazione, spettacolo e sport.
Rimane il fatto allarmante che mentre le università traboccano di iscrizioni e si moltiplicano i “master-parcheggio” per studenti indecisi, i nostri laureati sono tra i meno pagati d’Europa. Una generazione “mille Euro al mese” le cui prospettive non sembrano migliorare almeno nel breve periodo.
Gundam
30 mag 2007 - 16:20 - #1Il problema è quello di sempre, le aziende preferiscono i diplomati perché più giovani, meno pagati ma allo stesso tempo più operativi. Il tessuto di piccole e medie imprese nostrano non necessita in effetti di grosse specializzazioni quindi perché pagare per competenze in esubero pressoché inutili?
Da imprenditore confermo. E poi penso che ultimamente sia troppo facile laurearsi, e non solo in certe zone d’Italia.
Spero che passi definitavemente come obbligatorio fare almeno un’anno di Erasmus.
Dado_
30 mag 2007 - 19:45 - #2Il bello è che Berlinguer (non la moratti) ha fatto la riforma distruttiva dei 3+2 ha avuto l’appoggio di confindustria ke diceva “ci servono piu laureati e subito”…ecco la catastrofe ultravioletta (giusto per restare in tema.-))
Studente universitario
30 mag 2007 - 20:07 - #3Cito Gundam
“Spero che passi definitavemente come obbligatorio fare almeno un’anno di Erasmus.”
Io non potrei permettermelo.
E chi lo paga? Tu o lo Stato?
luigibio
31 mag 2007 - 12:04 - #4‘Il tessuto di piccole e medie imprese nostrano non necessita in effetti di grosse specializzazioni quindi perché pagare per competenze in esubero pressoché inutili?’
ho riportato questo passo dell’articolo perchè, a mio avviso, lo ritengo fondamentale, anche a conferma di quanto ha espresso Gundam. Il problema è che l’Italia una realtà in cui le imprese (almeno la maggior parte) non hanno bisogno di grosse competenze, il che vuol dire che si campicchia sullo status quo senza fare nè vera innovazione nè produzione. In quest’ottica un laureato non solo non serve, ma è magari anche controproducente, perchè ha delle prospettive e delle velleità che su un posto di lavoro sono ‘da arginare’.
Questo scenario non è purtroppo positivo, ma sintomo di un sistema economico tipo MacDonald, per intenderci, dove si fanno soldi, e tanti, con cose semplicissime a basso rischio che non richiedono competenze per la produzione.
La cosa non lascia ben sperare perchè questo è sintomo di un paese con poche prospettive di crescita. La produzione vera (come in Cina) richiede competenza e fantasia, che sono il vero motore dell’innovazione.
luigibio
http://cappellate.110mb.com
momilla
11 lug 2007 - 10:33 - #5ed io che son tornata all’università a 40 anni sperando di essere presa più in considerazione?
Rupert2
13 ago 2008 - 17:04 - #6in realtà le piccole-medie imprese giocano un ruolo troppo importante nella guida “sociale” della popolazione… un sistema arcaico e provinciale, autodistruttivo e oserei dire corporativo fino all’osso (e pilotato dai media e tutto il resto delle istituzioni).
C’è poco da ridere, non mi sento un rivoluzionario.. è semplicemente l’arretratezza e il malcostume dell’italia, che ci colloca nel secondo mondo.
Il primo mondo è costituito dalle democrazie -di stampo liberal o socialdemocratico, non importa - europee compiute, tipo germania, inghilterra, francia,canada, ecc in cui il cittadino interagisce con l’economia e l’impresa mantanendo una sua individualità;
Il secondo è costituito dalle pseudodemocrazie deboli, col cittadino vassallo di sitemi economici appoggiati alla tradizione e piu’ o meno manipolati (Italia, Turchia, paesi post-comunisti, america latina).
Il terzo i paesi in via di sviluppo ecc…
Detto questo: nel secondo mondo (es. l’italia) un ‘laureato’ (come lo chiamate voi, ma che poi nel primo mondo altro non sarebbe che un normale cittadino) ha possibilità sempre più scarse di potersi inserire in modo produttivo e dignitoso nella società (e anche di guidarla in un certo senso..) a meno che non trovi appoggio in poteri forti, ma è sempre più difficile e inflazionato farlo..
SIMONE-
29 mag 2009 - 14:36 - #7Noi italiani non siamo un popolo, siamo una brutta macchietta, siamo la peggior calamità che possa accadere ad una nazione.
In un paese civile quando un politico è coinvolto in uno scandalo si dimette e torna a casa, da noi quando un politico è coinvolto in uno scandalo diventa ministro.
In un paese civile quando un politico ha guai con la giustizia finisce in galera, da noi quando un politico ha guai con la giustizia non fa un solo giorno di galera e ha pure la faccia tosta di farci la morale.
In un paese civile quando un politico è colluso con la mafia lo chiudono in cella e buttano via la chiave, da noi quando un politico è colluso con la mafia lo fanno senatore a vita.
Se Tony Blair fosse volato a Roma a consultarsi col Papa per una questione interna, in Inghilterra non ci avrebbe più messo piede; lo stesso accadrebbe a Sarkozy. I nostri politici varcano le soglie pontificie ogni santo giorno e mai una volta che a noi italiani venga in mente di rinchiuderceli definitivamente in San Pietro visto che gli piace così tanto andarci.
Noi italiani mettiamo le nostre città a ferro e fuoco se non concedono un rigore a Totti però facciamo spallucce se i nostri figli o i nostri nipoti non trovano lavoro e se lo trovano è precario e sottopagato. Ammettiamolo, a noi italiani dei nostri figli non ce ne importa un emerito NIENTE, l’importante è che sia concesso il rigore a Totti.
Stiamo consegnando un futuro di m***a alle prossime generazioni ma non importa ciò che conta davvero sono 22 miliardari in mutande che corrono dietro ad un pallone … e che sia concesso il rigore a Totti.
Se i cugini francesi si ritrovassero in una situazione del genere darebbero una bella spolverata alla ghigliottina e comincerebbero a far cadere teste a destra e a manca, noi italiani invece ce ne stiamo buoni e tranquilli davanti al televisore per vedere se viene concesso il rigore a Totti.
I nostri avi Romani, che erano un po’ più furbi di noi, quando dovevano fare qualche cazzata il popolo lo calmavano con panem et circenses, i nostri politici che di cazzate ne fanno ogni giorno non sono nemmeno così furbi visto che dobbiamo accendere un mutuo ogni volta che andiamo a fare la spesa … però hanno concesso il rigore a Totti.
No, non siamo un popolo, siamo feccia, di quella peggiore, di quella che non la puoi nemmeno usare per concimare i campi.
MassiR
24 lug 2009 - 22:49 - #8Clicca qui