Evasione, il bilancio di Rossella Orlandi: “210 mila lettere per evitare i controlli”

Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate: “È un po’ incosciente non fare la voluntary disclosure

orlandi

Rossella Orlandi, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, ha fatto un nuovo bilancio della lotta all’evasione in questo 2015, rispondendo sul Corriere Della Sera alle domande di Enrico Marro:

Siamo ottimisti nonostante le problematiche che abbiamo dovuto affrontare. Al 31 agosto gli incassi da lotta all’evasione sono arrivati a 8 miliardi e mezzo, un dato in linea con quello dello stesso periodo del 2014, che si concluse con un record di 14 miliardi.

A questa cifra, spiega Orlandi, si dovranno poi aggiungere gli introiti che arriveranno dalla voluntary disclosure, la regolarizzazione dei capitali nascosti all’estero, e quelli che arriveranno dalla nuova strategia adottata: l’invito alla regolarizzazione dei contribuenti che, dall’incrocio dei dati, non risultano in regola col versamento delle imposte. Sono circa 210 mila le lettere inviate fino ad oggi e molte altre partiranno nelle prossime settimane.

Le lettere che stiamo mandando sono proprio per dare l’opportunità di mettersi a posto a costi contenuti. Ma ciò avrà effetto anche sul futuro, perché il contribuente appunto ha preso coscienza che noi sappiamo. Poi però ci vuole anche un cambiamento di cultura, nel senso che ciascuno di noi non deve tollerare l’evasione. Penso allo scontrino o alla ricevuta che non chiediamo.

Queste lettere, sottolinea Orlandi, sono state inviate a 190 mila contribuenti soggetti a studi di settore e a 20 mila tra chi non ha dichiarato tutte le plusvalenze che risultano all’Agenzia delle Entrate, i professionisti che non hanno denunciato tutti i compensi e i soggetti Iva con un volume di affari inferiori alle fatture comunicate al fisco dai clienti attraverso lo spessimetro.

A queste lettere se ne aggiungono altre 5 mila pronte per essere inviate agli esercenti di solito machine che non hanno dichiarato tutte le somme incassate.

Alla domanda “non è che ve la prendete solo con i pesci piccoli?, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate ha replicato:

No. I grandi contribuenti, con un fatturato sopra i 100 milioni, sono ormai tutti controllati almeno una volta ogni due anni. Dei medi, tra 5 e 100 milioni, ne controlliamo il 15-20% ogni anno, mentre per i piccoli non riusciamo ad andare oltre il 2,5% perché sono troppi, ma stiamo cercando di costruire con loro un rapporto trasparente e collaborativo per indurli a una maggiore compliance.

Via | Corriere

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