Cgia: imprese nella morsa dell'usura per calo prestiti bancari

La classifica nazionale del rischio di usura elaborata dalla Cgia.

classifica rischio usura italia

Tra chi nega che in Italia esista un problema credit crunch (il premier) e chi dice che le banche hanno riaperto i rubinetti del credito (l'Abi) spunta questo studio della Cgia di Mestre che ricorda come negli ultimi anni le imprese sono finite come non mai nella rete dell'usura. Tra il 2011 e il 2013 le denunce per questo tipo di reati sono salite del 30,7%.

Tra fine giugno 2011 e fine giugno 2015, l'ammontare dei prestiti bancari alle imprese è diminuito di ben 104,6 miliardi di euro mentre il numero di estorsioni e di reati legati all'usura è cresciuto esponenzialmente. L'ultimo indice del rischio di usura calcolato dall'ufficio studi della Cgia mostra come il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti specie nel Mezzogiorno. Nel 2014 Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata sono state le realtà dove lo strozzinaggio ha avuto maggiore forza di "penetrazione".

"L'indice del rischio di usura è stato calcolato mettendo a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti prevalentemente al 2014: la disoccupazione, le procedure concorsuali, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. Con le sole denunce effettuate dalle forze di Polizia all'Autorità giudiziarianon è possibile dimensionare il fenomeno dell'usura: le segnalazioni, purtroppo, sono relativamente poche. Spesso, le vittime di questo crimine si guardano bene dal rivolgersi alle forze dell'ordine; chi cade nella rete degli strozzini è vittima di minacce personali e ai propri familiari, elemento che scoraggia molte persone a chiedere aiuto. Per questo abbiamo incrociato i risultati di ben 8 indicatori per cercare di misurare con maggiore fedeltà questa piaga. Oltre al perdurare della crisi, sono soprattutto le scadenze fiscali e le piccole spese impreviste a spingere molti imprenditori nella morsa degli strozzini"

spiega Paolo Zabeo della Cgia.

Dove c'è maggiore disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiori sofferenze, poche banche e molti protesti, la situazione è più a rischio. A fronte di un indicatore nazionale medio pari a 100, la situazione più critica è in Campania per un indice del rischio usura pari a 155,1 (il 55,1% in più della media Italia), in Calabria a 146,6 (+46,6% sulla media nazionale), in Sicilia al 145,3 (+45,3%), in Puglia a 136,3 (+36,3%) e in Basilicata a 133,2 (+33,2% sempre sulla media nazionale).

Le realtà territoriali meno esposte all’usura sono invece il Trentino Alto Adige, con un indice del rischio usura pari a 47,6 (-52,4%sulla media nazionale), il Friuli Venezia Giulia, con 72,8 punti, e il Veneto con 73,2 punti, rispettivamente penultima e terzultima regione nella classifica nazionale del rischio di usura.

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