Cartella esattoriale annullata: beni da dissequestrare

Sentenza della Cassazione.

cartelle esattoriale

La cartella esattoriale annullata comporta il dissequestro dei beni del presunto evasore fiscale. Questo quando la Commissione tributaria regionale (Ctr) annulla la cartella di Equitalia, anche se la pronuncia non è definitiva. A stabilire il principio è la Corte di Cassazione che, con una sentenza emessa ieri (n. 39187) ha annullato con rinvio il provvedimento a carico di un imprenditore di Roma in odor di evasione fiscale.

Sul fatto che le pronuncia della Ctr non sia definitiva, la terza sezione penale della suprema corte ha spiegato che in tema di reati tributari, il profitto del reato che diventa oggetto del sequestro preventivo per la successiva ed eventuale confisca per equivalente, è costituito dal risparmio economico derivante dalla sottrazione degli importi evasi al fisco, risparmio che rimane uguale anche in caso di annullamento della cartella esattoriale da parte della commissione tributaria. Viene però a mancare la pretesa tributaria e quindi la ragione d'essere del provvedimento patrimoniale preventivo.

Insomma, il mantenimento del sequestro in assenza di un'attuale pretesa da parte dell'amministrazione finanziaria, fa sì che nell'immediato non ci sia nulla da pretendere dal contribuente, almeno in quel momento, rendendo quindi illegittimo il sequestro funzionale alla confisca per equivalente di un profitto che (con l'annullamento della cartella seppur non definitivo) risulterebbe inesistente.

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