CGIA: tasse sul lavoro in calo, ma tassazione sulla casa al top in Europa

Prima di noi per tasse sulla casa c'è solo la Francia. Sul lavoro va meglio: cuneo fiscale ridotto dal 2007 al 2015 specie per i redditi più bassi (-5,2%). Lo studio della Cgia.

cuneo fiscale

La tassazione italiana sugli immobili è tra le più alte dell'eurozona. A ricordarcelo è la Cgia di Mestre che sulla base dei dati Ocse rammenta come la tasse sulla casa rappresentino quasi l'1,5% del Pil, percentuale che ci pone al secondo posto in Europa dopo la Francia in base a dati del 2012 “che rappresenta l'ultimo anno disponibile che si avvicina di più alla situazione attuale” secondo l’associazione artigiani e piccole imprese mestrina.

"In Italia, tra l'altro, si registra tra il 2007 e il 2012 il maggior incremento del prelievo sulla proprietà immobiliare (+0,67 punti percentuali) dopo la Grecia". Il premier Renzi com’è noto ha promesso la cancellazione dell’imposizione fiscale sulla prima casa, dal 2016 l’odiata Tasi dovrebbe sparire.

Di contro sono in calo le tasse sul lavoro. Il cuneo fiscale, la differenza tra quanto un dipendente costa a un’azienda e quanto quest’ultimo prende di stipendio netto mensile, è in discesa per le retribuzioni più basse (20.410 euro lordi) che beneficiano del bonus degli 80 euro. Per loro "il cuneo fiscale si riduce di 5,2 punti percentuali (1.707 euro in meno)".

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato la dinamica della tassazione sul lavoro dal 2007 in poi basandosi sulla metodologia dell'OCSE ma volendo arrivare al 2015 ha considerato anche il taglio l'IRAP sul costo del lavoro. "I risultati che emergono indicano (...) una riduzione significativa del peso del fisco sul lavoro soprattutto per i redditi più bassi: per una retribuzione lorda di 20.410 euro, che beneficia del bonus degli 80 euro, il cuneo fiscale si riduce di 5,2 punti percentuali (1.707 euro in meno); per una retribuzione lorda di 30.463 euro la riduzione è pari a 1,1 punti percentuali (un beneficio di 982 euro".

E ancora: "Il peso del fisco sul costo del lavoro sta scendendo grazie ad una serie di interventi che spaziano dall'aumento delle detrazioni fiscali sul lavoro dipendente avviate dal Governo Letta, al bonus degli 80 euro introdotto dal presidente del consiglio Renzi e alle progressive misure approvate nel corso degli anni che hanno praticamente azzerato l'Irap sul costo del lavoro” dice Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia che aggiunge: “nonostante l'Italia si posizioni nella parte alta della classifica internazionale del costo del lavoro paesi come Belgio e Austria ma anche economie più grandi come Germania e Francia hanno un cuneo fiscale superiore al nostro".

Perciò sarebbe preferibile “continuare a ridurre le tasse su altri fronti, in particolare a beneficio delle famiglie e sulla casa in modo da spingere i consumi interni che sono fondamentali per rafforzare la crescita economica. È bene precisare che la riduzione del costo del lavoro è andata anche a beneficio dei datori di lavoro e quindi l'eventuale spazio per ridurre la fiscalità generale per le famiglie sarà salutata con favore" conclude Zabeo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail