Fisco senza età: in Italia anche i bambini pagano le tasse!

Tasse bambini Non ha età il contribuente medio perché a pagare le tasse sono tutti i cittadini, dai neonati ai defunti, senza discriminazione di genere o religiosa. Da una recente indagine condotta da Fiorentino Colucci, Procuratore aggiunto del Tribunale dei diritti del Contribuente, emerge una preoccupante pressione fiscale esercitata sui bambini.

Secondo Colucci, ogni anno nascono in Italia 563.000 bambini e "nel primo anno di vita ogni bambino versa al fisco per l'acquisto di beni di prima necessità in media 1100 euro quando avrebbe dovuto versare per l'acquisto degli stessi prodotti solamente 220 euro, con un risparmio di ben 880 euro."
In Italia, sui beni alimentari di prima necessità degli adulti, quali pane e latte, viene applicata l'IVA agevolata del 4% mentre sugli identici beni destinati ai bambini, quali i biscotti o il latte in polvere o vegetale, viene applicata incredibilmente l'aliquota maggiorata del 10 o del 20%.

Paghiamo quindi dal primo vagito, come se vivere non fosse un diritto ma più che altro un consumo tassabile!
A tutela delle fasce più deboli della popolazione Contribuenti.it promuoverà una petizione popolare sul sito internet www.contribuenti.it da presentare al Governo in occasione dell'emanazione della prossima legge finanziaria per ridurre l'IVA dal 20% al 4% su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia.

Gli alimenti per la prima infanzia, soprattutto fino al secondo anno di età, incidono per almeno il 20% sul bilancio familiare. Tra latte in polvere, latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti (soia, riso, avena, mandorle), acqua purificata, pannolini, pappe, omogeneizzati, creme, biberon, passeggini, carrozzine, girelli, sedioloni, sono numerose le famiglie che cercano di approvvigionarsi all’estero visto anche i costi elevati di tali prodotti nel nostro paese.

La proposta dell’associazione consumatori intende raggiungere l’obiettivo di diminuzione dei costi del 16% per agevolare le famiglie e stimolare, perché no anche la natalità.

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