Cina, surplus commerciale raddoppiato

La Cina locomotiva del commercio mondiale? No, se sposta i giochi nel mercato interno

Si sta assistendo ad un netto miglioramento nella bilancia commerciale del colosso cinese: secondo quanto riporta Finanzaonline nel mese di settembre settembre il saldo segna un valore positivo per 60,34 miliardi di dollari, in crescita dai 60,2 miliardi di agosto ma nettamente sopra i 48,2 miliardi stimati dagli analisti. Merito del crollo delle importazioni che sono calate del 20,4%, dal -13,8% precedente e rispetto al -16% stimato: secondo quanto comunicano le Dogane di Pechino in termini di valore le importazioni sono diminuite a 924 miliardi di yuan (circa 128 miliardi di euro).

Le esportazioni sono diminuite dell'1,1% a 1.300 miliardi di yuan (180miliardi di euro). Questo ha determinato una crescita del surplus commerciale che è quasi raddoppiato a 376,2 miliardi di yuan.

Stando alle analisi della prima ora la Cina ha registrato un tonfo delle esportazioni per via del calo dei prezzi delle materie prime e anche per la sua tiepida domanda interna, mentre la svalutazione dello yuan di agosto avrebbe limitato gli effetti negativi sulle esportazioni, rilanciando nel breve termine la competitività dell'economia, specie con riguardo alle altre emergenti.

Il tentativo cinese di spostare la domanda dall'esterno all'interno del Dragone, di fatto creando una società dei consumi cinese sin qui praticamente inesistente se non nelle grandi città, sembra però essere un'opera più ardua del previsto, ma resta il fatto che chi confida nelle esportazioni verso la Cina per rilanciare la sua crescita è rimasto deluso.

Il Pil cinese infatti crescerà, secondo gli obiettivi stabiliti da Pechino, di poco meno del 7% quest'anno ma la svolta di spostare la domanda nel mercato interno potrebbe determinare l'impossibilità per le altre economie di agganciarsi al colosso asiatico, con tutte le problematiche che ne potrebbero emergere in termini di esportazioni.

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