Legge di Stabilità 2016, oggi il varo: part-time prima della pensione?

Oggi il governo licenzia la manovra 2016. Tutte le possibili misure contenute nelle legge finanziaria. Tra le novità il part-time per chi si avvicina alla pensione e il canone Rai in bolletta.

Legge di stabilità 2016

La legge di stabilità 2016 sarà varata oggi dal Consiglio dei ministri, ma di chiarezza sulle coperture ce n’è ancora poca. Si sa che la manovra finanziaria del governo Renzi conterrà misure e interventi che valgono tra i 27 e i 30 miliardi di euro, la metà dei quali serve a sminare la grana clausole di salvaguardia.

Tra le misure più attese du questa legge di Stabilità l'abolizione delle tasse sulla prima casa, incluse quelle di lusso, e dell'Imu agricola e sui macchinari imbullonati, per un totale di 4,5-5 miliardi di euro. Tra le novità delle ultime ore spunta invece il possibile part-time per chi è vicino all'età della pensione, misura che sarebbe propedeutica alla flessibilità in uscita vera e propria, per tutti, che è stata per ora rinviata ma “di pochi mesi” secondo quanto promesso dal premier Matteo Renzi.

Il part-time per chi è alle soglie della pensione prevedrebbe dal 2016 al 2018 che quanti hanno maturano i requisiti per la pensione possano optare per il part-time al 60-40% tutelano così il loro assegno pensionistico: i contributi in busta paga saranno versati dal datore di lavoro e dei contributi figurativi si occuperà lo Stato. Nella legge di stabilità sarebbero confermate la settima salvaguardia per gli esodati e anche la cosiddetta “opzione donna” in tema di pensione anticipata.

Altra notizia delle ultime ore, riportata dall’aAgi, è sarebbe rientrato dalla finestra il canone Rai in bolletta che costerà 100 euro: o si pagherà tutto in un'unica soluzione o subito la metà e il resto in rate spalmate su più di una mensilità. E nei casi di morosità? Per la questione delle doppie utenze invece chi possiede più di una casa pagherà solo il canone della casa in cui è residente.

Per la lotta alla povertà invece il governo è pronto a stanziare tra i 600 milioni e 1 miliardo di euro. Il bonus di 80 euro per oltre 10 milioni di lavoratori dipendenti si trasformerà probabilmente in una deduzione. È sicuro poi aumento del tetto per l'uso del contante da 1.000 a 3.000 euro e le modifiche al regime dei minimi per le partite Iva con una riduzione dell'imposta costitutiva dal 15 al 5%, almeno per i primi 3 anni.

Lato imprese ci sarà un anticipo del taglio dell'Ires che dovrebbe di 1-2 punti, per poi diventare più consistente nel 2017, e il superammortamento per gli investimenti in macchinari, per una copertura pari a 1 miliardo. Confermata anche la decontribuzione per le assunzioni fatte nel 2016 ma con un beneficio massimo dimezzato rispetto agli 8.060 euro previsti per il 2015. Il salario di produttività in busta paga infine dovrebbe essere nuovamente detassato.



Le coperture? 5-6 miliardi dovrebbero arrivare dalla spending review e serviranno a finanziare il taglio delle tasse. Nel mirino c’è soprattutto il pozzo senza fondo della sanità regionale. Le clausole di salvaguardia, pari a 16,4 miliardi, saranno disinnescate grazie alla flessibilità sul deficit concessa dalla Commissione UE pari a 14 miliardi e dal gettito atteso dalla voluntary disclousure, pari a 2,5 miliardi. Altri 1,5 miliardi arriverebbero dalla spesa per interessi sul debito. Inoltre si studia di aumentare il prelievo sui giochi d’azzardo: dell'1,5% sulle slot machine e dello 0,5% sulle Vlt, il che dovrebbe far incassare allo Stato circa altri 500 milioni di euro.

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