Rinnovo contratto settore chimico-farmaceutico: 90 euro di aumento

Aumento medio di 90 euro diviso in tre tranche dal 2016 al 2018, soddisfatti i sindacati del settore.

contratto settore chimico-farmaceutico

Le aziende chimiche e i sindacati hanno raggiunto un accordo sul rinnovo del contratto del settore chimico-farmaceutico che stabilisce un aumento medio per il triennio 2016-2018 di 90 euro, diviso in tre tranche. Si tratta della prima intesa tra Confindustria e sindacati dopo la rottura sul modello contrattuale per un settore che occupa qualcosa come 170.000 lavoratori. Nel dettaglio l'accordo prevede un aumento medio sui minimi di 90 euro (categoria D1) in tre "volte": la prima tranche di 40 euro sarà erogata dal primo gennaio 2017; la seconda di 35 euro dall'1 gennaio 2018 e la terza di 15 euro dall'1 dicembre 2018.

Secondo i sindacati la vera novità dell'accordo sul rinnovo del contratto del settore chimico-farmaceutico riguarda però la verifica annuale dei minimi rispetto a eventuali scostamenti dall'inflazione. Dal 2017 in poi infatti, a giugno di ogni anno, verrà esaminato lo scostamento di inflazione dell'anno precedente tra il consuntivo Istat e la previsione usata in fase di rinnovo. Inoltre, sempre secondo l'intesa, crescerà l'elemento perequativo per le aziende che non fanno contrattazione aziendale.

"Abbiamo accettato (e vinto) la scommessa di fare il contratto in tempi brevi. Un segnale di responsabilità utile per riaprire il tavolo confederale e gli altri tavoli di categoria, che i sindacati e le imprese chimiche e farmaceutiche offrono al paese"

dicono, secondo quanto riporta l'Ansa, Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uilò.

Tra le altre novità dell'intesa la trasformazione della festività di Pasqua (1/25 della retribuzione mensile) in contribuzione aggiuntiva per il welfare contrattuale, con erogazione equivalente da parte aziendale: +0,25 (8 euro) su "Fonchim" (previdenza integrativa) e 2 euro in più il turno di notte. Sui controlli a distanza dei lavoratori con tablet, smartphone e altri dispositivi informatici (controlli previsti dal Jobs act) si è convenuto che i dipendenti debbano essere informati in via preventiva sulle modalità degli accertamenti stessi.

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