Sanità, Censis: "Il 32% delle famiglie paga prestazioni in nero. E una su due rinuncia alle cure"

Nurses walk in a corridor  on September 20, 2013 at Lens' hospital. AFP PHOTO PHILIPPE HUGUEN        (Photo credit should read PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

Il Bilancio di sostenibilità del Welfare, elaborato dal Censis in collaborazione con associazioni di consumatori, offre dei dati allarmanti. Innanzitutto emerge che un terzo degli italiani dichiara di pagare in nero le prestazioni, ma non si devono sottovalutare nemmeno le conseguenze di una spesa sanitaria privata troppo elevata.

Secondo il Centro Studi Investimenti Sociali, "al 32,6% degli italiani è capitato, direttamente o a un membro della famiglia, di pagare prestazioni sanitarie o di welfare in nero". Nello specifico, più del 21% dei pazienti ha pagato senza fattura o ricevuta. Il 14,4% ha fatto lo stesso con le visite odontoiatriche e l’1,9% con prestazioni infermieristiche.

Nel Mezzogiorno si toccano punte di nero del 41%. Ma le cose non vanno molto meglio al Centro, dove si tocca il 36,4%; mentre al Nord-Ovest la percentuale si attesta al 28,6% e al Nord-Est al 17,1%.

Di certo l'introduzione del Pos obbligatorio per commercianti e professionisti non ha prodotto i risultati sperati. Anche perché sanzioni reali e detassazioni per chi non si avvale della moneta elettronica non erano previste.

In ogni caso, i dati del Censis fanno riflettere perché è evidente che la possibilità di pagare cash aumenta il giro dell'evasione. E ciò dovrebbe essere elemento di discussione proprio quando il governo ha deciso di inserire nella legge di stabilità l’innalzamento del tetto all’uso del contante, da mille a 3mila euro.

C'è poi da tenere in considerazione un altro fattore: le liste d’attesa nella sanità pubblica sono troppo lunghe e i costi di quella privata sono proibitivi per la maggioranza degli italiani. Per questa ragione,"nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare ad una prestazione sanitaria".

In questo contesto, si registrano circa 3 milioni di italiani non autosufficienti, con una connessa spesa annua per le famiglie di circa 10 miliardi. Il 78% dei cittadini si dice d'accordo con un'assicurazione che affronti il problema, mentre il 53,6% dichiara che la copertura dello stato sociale si è eccessivamente ridotta.

Pina Onotri, segretario generale Smi-Sindacato medici italiani, ha condannato le politiche che hanno regolato la sanità negli ultimi anni. E ha così commentato il rapporto: "Questo è il risultato di anni di definanziamento del Sistema sanitario nazionale. Si assiste a uno smantellamento della Sanità pubblica [...] Il sistema non ha più finanziamenti pubblici, ma non è neanche capace di autofinanziarsi. Anche chi è disposto a pagare per una visita, viste le liste di attesa, alla fine si rivolge alle strutture private. Nel 2015 c'è stato un taglio di ulteriori duemiliardi e 350 milioni di euro rispetto all'anno precedente. I cittadini hanno pagato 33 miliardi di euro di tasca propria, con un incremento di 1 miliardo rispetto al 2014".

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