Vertice Opec a Vienna: Il Cartello punta a non tagliare la produzione

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Il vertice straordinario dell'Opec è in corso a Vienna. L'incontro, questa volta, è "allargato" anche ad altri grandi produttori come la Russia. Al centro della discussione, c'è la proposta del Venezuela di tornare a un regime di tagli della produzione, che tengano il barile sopra quota 70 dollari. A soffrire infatti di più del crollo dei prezzi, derivato alla decisione dell'Arabia Saudita di tenere invariata la produzione, sono state quelle nazioni che dal petrolio traggono la maggior parte delle loro entrate, come l'Iran, l'Ecuador e lo stesso Venezuela.

Appare molto difficile, però, che le monarchie del Golfo possano fare marcia indietro. A tale riguardo, come evidenziato da Reuters, il ministro del petrolio del Kuwait, Ali Al-Omair, ha già fatto sapere che non ci sono motivazioni per cambiare: "l'Opec andrà avanti sulla propria politica di produzione, focalizzata sulla crescita delle quote di mercato". Ed ha aggiunto: "Ci sono indicazioni che molta produzione di petrolio ad alto costo sta iniziando ad andare fuori mercato e questo aiuterà a migliorare i prezzi".

Come sostiene Bloomberg, però, la strategia di non operare tagli alla produzione sta danneggiando anche gli Stati Uniti. L'estrazione americana è in crisi e la produzione è tornata ai livelli del novembre 2014. In quell'occasione, l'Opec scelse di difendere la sua quota di mercato, invece di tagliare la produzione di barili per proteggere il prezzo.

Secondo l'Agenzia dell'Energia, questa politica proseguirà anche per il 2016, fino a quando si stazionarà su una media annua di 8,86 milioni di barili. D'altro canto, gli affari dell'Opec subiranno un incremento. I paesi adenti passeranno dai 29,3 milioni del 2014 ai 31,1 milioni di barili del prossimo anno.

L'analista di Barclays,Miswin Mahesh, citato da Repubblica, sostiene che la strategia di Arabia Saudita e alleati alla lunga si rivelerà efficace per loro: "significa un po' di sofferenza ora, ma nel medio-lungo periodo coglieranno il frutto di un mercato più bilanciato, con forniture di shale sotto controllo, domanda in crescita e pure i prezzi".

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