Lavoro, cassa integrazione +54% a settembre. Cgil: altro che ripresa

Cassa Integrazione settembre 2015

Sul fronte lavoro non c'è nessuna vera ripresa secondo la Cgil che spiega come la Cassa integrazione guadagni (Cig) sia tornata ad aumentare a settembre facendo segnare +54,31% sul mese di agosto. Questo mentre il volume delle ore di Cig dei primi tre trimestri del 2015 conferma l'assenza di attività produttiva (zero ore) per ben 330mila potenziale posizioni lavorative per prospettive che si fanno ancora più precarie perché tali lavoratori sono sempre più esposti al rischio di perdere il lavoro definitivamente.

Il rapporto di settembre dell'Osservatorio Cig della Cgil diffuso oggi si basa sulle rilevazioni sulla cassa condotte dall'Inps. Nei primi nove mesi del 2015 secondo il rapporto:

"i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo e 985 milioni di euro del reddito al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in cassa integrazione a zero ore per tutto il periodo ha subito una riduzione del salario al netto delle tasse di circa 5.900 euro"

Inoltre:

"le ore di Cig richieste e autorizzate a settembre sono state 60.690.783, con un incremento del 54,31% rispetto al mese precedente e una diminuzione del 38,10% rispetto a settembre 2014. Nel periodo gennaio-settembre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 la riduzione e' stata invece del 31,98%"

Secondo il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino:

"Il rialzo della cassa dimostra che i dati andrebbero letti con maggiore prudenza ed attenzione e che i toni entusiastici del governo e di alcuni politici dopo il dato del mese precedente erano del tutto fuori luogo".

Per Sorrentino vanno anche rivisti gli ammortizzatori sociali:

"l'aumento in settembre della cassa con una percentuale così significativa è il segnale di una ripresa più lenta di quella prevista dalle stime. Per questa ragione continuiamo a chiedere al governo di modificare il decreto sugli ammortizzatori sociali che, peraltro, sta già evidenziando una serie di pasticci: dal regime delle sospensioni, non solo per gli artigiani, alla riduzione delle durate che rendono scettiche le imprese, alle assurde penalizzazioni per i lavoratori sui contratti di solidarietà".

Secondo la sindacalista:

"non siamo nella ripresa che traina la piena occupazione e il volume consistente di lavoratori a zero ore e gli aumenti dei costi per imprese e lavoratori sugli ammortizzatori rischiano di produrre ricadute sociali che spostano dal lavoro al sostegno per disoccupazione migliaia di lavoratori".

Sorrentino ricorda che dal 1° gennaio 2016 scomparirà anche la mobilità chiedendo al governo se:

"le riorganizzazioni di impresa e i processi di ristrutturazione per innovare e competere si dovranno fare utilizzando i licenziamenti facili del jobs act, soprattutto visto che si continua a sostenere di aver esteso tutele e reso il lavoro più stabile".

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