Startup digitali: alla scoperta di Funny Gain

Attraverso dodici domande ci facciamo raccontare la storia di Funny Gain da uno dei suoi fondatori.

Da oggi andiamo alla scoperta di alcune delle più interessanti startup digitali e lo facciamo ponendo ai fondatori di ognuna di esse dodici domande, dieci uguali per tutti e due specifiche per ogni realtà.
Cominciamo da Funny Gain, la prima community di gioco che permette di vincere premi reali giocando ai videogame, che fa parte dell'incubatore Techno Science Park San Marino - Italia. Per scoprire com'è nata, come funziona, quali obiettivi hanno i suoi realizzatori e quali difficoltà hanno riscontrato, abbiamo posto le dodici domande a uno dei fondatori, Gian Angelo Geminiani.

1) Come è nata la vostra startup e di che cosa si tratta?

"L’idea nasce da una chiacchierata alla macchina del caffè tra tecnici con diverse specializzazioni. In quel periodo lavoravamo su un progetto per un grosso brand nel settore della Grande Distribuzione Organizzata e ci chiedevamo come portare più clienti all’interno degli store, anche dei piccoli negozi e delle micro imprese, e se questo fosse possibile. 'E se utilizzassimo i videogames?' Da qui è partita la scintilla che ha acceso la miccia. Da allora è passato più di un anno e Funny Gain è diventato un progetto reale, una startup. Stiamo realizzando una piattaforma che raccoglie punti fatti con i videogames (smartphone, PC/Steam e Console) e li converte in FunnyCoins, una moneta virtuale che può essere utilizzata per 'riscattare' premi in uno qualsiasi dei negozi convenzionati. Al momento siamo ancora in fase di test e sviluppo di varie componenti della piattaforma, che è molto vasta e complessa. L’integrazione con Steam, per esempio, sta richedendo più energie del previsto. Inoltre stiamo completando tre videogames proprietari e perfettamente integrati a Funny Gain che presto verranno rilasciati per iOS e Android. Abbiamo in serbo tante altre fantastiche novità, che al momento non possiamo svelare. Sul nostro sito troverete ancora poche informazioni, ma c’è un form per l’iscrizione alla newsletter. Iscrivetevi ed il vostro account rientrerà automaticamente tra gli account V.I.P. Sul sito conoscerete iKiki, la nostra mascotte e la vostra guida. iKiki sarà l’intelligenza artificiale che vi guiderà in tante fantastiche avventure (scoprirete di più all’interno delle nostre App). È una bambina aliena un po’ birichina (ideata da Manuel Berselli) ma tanto tanto generosa e ha il potere di convertire ogni singolo punto fatto ai videogames in FunnyCoins"

2) Qual è il vostro target di riferimento?

"I nostri utenti sono tutti gli appassionati di videogames. Il mercato è in fortissima espansione (pensate che solo in Italia abbiamo 29 milioni di videogiocatori) e abbraccia tutte le fasce di età tra i 14 ed i 65 anni. I nostri clienti sono invece le microimprese. Loro sono gli sponsor. Gli sponsor premiano i videogiocatori ed in cambio si fanno conoscere ed apprezzare"

3) Quali sono i vostri obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

"Nel 2016 partiremo con una campagna di lancio in Italia e molto probabilmente nel mercato euroasiatico. Entro la fine del 2016 avremo circa 100 mila utenti solo nel mercato italiano e contiamo altrettanti tra Kazakistan e Russia. Nel 2017 affronteremo il mercato USA, molto più ricco ed interessante per la nostra piattaforma. In 5 anni raggiungeremo i 20 milioni di utenti e 500mila sponsor. Abbiamo una roadmap serrata e diverse strategie 'non convenzionali' che ci aiutano a rispettatre la tabella di marcia"

4) In quanti siete a portare avanti la startup?

"Pochi ma bravi. Siamo tre co-founder (Gian Angelo Geminiani, Guido Ricci, Filippo Enea) con skill che vanno dalla programmazione al marketing e con tanta esperienza alle spalle. Abbiamo la fortuna di collaborare con creativi di eccellenza, come Manuel Berselli, e professionisti di rilievo come Francesco Enea (UX e Design) e Sara Battilana (Copy) che ci stanno aiutando tantissimo su ognuno dei nostri tanti prodotti in cantiere. Nel 2016 vorremmo crescere ulteriormente ed avere nuovi founder per coprire ruoli strategici (es. per la parte finanziaria) e personale dipendente (grafica, design, programmazione e marketing)"

5) Come vi finanziate?

"Per ora da soli. Abbiamo investito circa 50 mila euro e 18 mesi di lavoro. Ognuno di noi ha una sua attività professionale da cui viene remunerato e che utilizza per finanziare il progetto. Filippo è co-founder anche in Consonat.it (studio creativo), Angelo e Guido lavorano come consulenti informatici per alcune multinazionali. Stiamo però affrontando un primo round di finanziamenti, che ci servirà per accelerare la crescita. Noi ci auguriamo siano capitali Italiani, ma vedremo"

6) Quali difficoltà burocratiche avete incontrato?

"Abbiamo tutti una storia imprenditoriale alle spalle e siamo abituati alle difficoltà burocratiche del nostro Paese. Tuttavia quello che pesa molto per una startup è la lentezza. L’ecosistema italiano è lentissimo e per una startup è come essere immersi in una vasca di vinavil. Non saprei dire se questa lentezza sia solo il frutto di una burocrazia autopoietica e autoreferenziale, oppure sia figlia di un qualcosa di più profondo e radicato nella cultura del nostro Paese. Le startup hanno bisogno di correrre, ma che dico, di volare. Operiamo in un mercato globale difficilissimo e iper-competitivo. Ci scontriamo quotidianamente con eccellenze provenienti da tutto il mondo e da sistemi molto più dinamici e con maggiori disponibilità finanziarie del nostro. Fare startup è di per se uno sport estremo, ma farlo in un sistema economico e politico poco dinamico e meritocratico diventa un’impresa colossale e sovrumana. Ecco perché alla fine molti di noi, per giocare ad armi pari coi competitor, si spostano in UK o USA"

7) Tra l'idea iniziale e la sua realizzazione concreta quanto tempo è passato e qual è stato il passaggio più complicato?

"Sono passati alcuni mesi in cui abbiamo rifinito l’idea e cercato conferme sul mercato. La prima cosa che abbiamo fatto è stato verificare l’idea di business, poi la fattibilità tecnica. Poi, a inizio 2015, ci siamo decisi e abbiamo fatto il salto. Il passaggio più complicato credo sia quello che stiamo vivendo oggi. Tutti noi abbiamo i piedi in più staffe e stiamo portando avanti le vecchie attività e Funny Gain. Stiamo vivendo una fase di transizione molto complessa e faticosa. Lavoriamo giorno e notte, sette giorni su sette per rispettare le scadenze. A questo va aggiunta la campagna di fundraising che stiamo portando avanti, i contest a cui partecipiamo, i casting per le varie trasmissioni televisive (es: Shark Tank) e tutto quello che rientra nelle pubbliche relazioni"

8) Come è organizzato il vostro lavoro?

"Utilizziamo metodologie agili e adottiamo un’approccio Lean nei confronti del mercato. Il team lavora in modo distribuito, ma una volta alla settimana ci vediamo personalmente. Quotidianamente ci sentiamo telefonicamente o in hangout. I compiti sono suddivisi per competenze tecniche, ma siamo più o meno intercambiabili sul 70% delle attività. Abbiamo una roadmap di massima che detta le linee guida, ma giornalmente applichiamo modifiche alla tabella di marcia in funzione di cosa accade nell’ambiente circostante. C’è un partner commerciale nuovo? Nuovi agenti di vendita? Un nuovo possibile canale?Un problema tecnico grave? Siamo stati chiamati per un pitch televisivo? Insomma, siamo delle anguille"

9) Quali potenzialità di ulteriori sviluppi ci sono?

"Abbiamo enormi potenzialità di sviluppo, e non parlo solo del nostro mercato di riferimento (videogames) o dell’espansione territoriale. Stiamo già valutando gli sviluppi per i prossimi due anni e abbiamo individuato alcuni settori molto interessanti. Tanto per fare un esempio, stiamo testando l’integrazione della piattaforma con il mondo dei social networks e dell’e-commerce. Dopotutto Funny Gain è una piattaforma di gestione degli incentivi che utilizza la gamification come leva motivazionale. Allo stesso modo siamo interessati al mondo del fitness (Google Fit, Apple HealthKit), che sta crescendo molto e ha tantissime similitudini con quello dei videogames. Insomma, c’è tantissimo spazio per innovare e posizionarsi bene in settori veramente interessanti"

10) Quali sono gli strumenti indispensabili per portare avanti il vostro progetto?

"Le persone, prima di tutto. Il team e i collaboratori sono il 90% del progetto. Poi vengono gli strumenti finanziari. A tal proposito c’è una massima che gira tra gli startupper: 'si va molto più lontano con un’idea mediocre e un milione di dollari, che con un’idea fantastica da sola'. Alla fine vengono le risorse tecniche. Non che non siano importanti, ma vengono dopo le persone e i fondi. Tra gli strumenti tecnici riteniamo fondamentali il Cloud e la virtualizzazione dei sistemi. Siamo membri di Microsoft BizSpark e questo ci aiuta tantissimo grazie ad Azure e a tutte quelle risorse tecniche che Microsoft ci mette a disposizione. Gran parte della nostra piattaforma si fonda su software OpenSource, uno strumento fondamentale. Se non ci fosse software OpenSource, fare startup oggi sarebbe possibile solo a fronte di investimenti multi milionari"

E adesso passiamo alle domande specifiche su Funny Gain:
- Che cosa sono i FunnyCoins? Come si guadagnano e come si spendono?

"I FunnyCoins sono una moneta virtuale internamente regolamentata. Questo significa che ogni FunnyCoins ha un valore in Euro. 1 FunnyCoin equivale a 0,01 Euro. I giocatori guadagnano FunnyCoins in vari modi, per esempio facendo punti ai videogames, superando livelli particolari o affrontando sfide di gruppo. Il sistema attribuisce un valore anche alla frequenza con cui l’utente gioca e a quante volte accede all’App Funny Gain di gestione del proprio account e del catalogo premi. Stiamo cercando di realizzare un sistema virtuoso, per cui teniamo molto alla componente educativa della piattaforma. Quindi, non pensate che giocare tutto il giorno vi faccia guadagnare più punti, anzi. Inoltre attribuiamo molta importanza anche al comportamento sociale dei nostri utenti e tendenzialmente cerchiamo di incentivare le attività con risvolti altruistici, come regalare un premio ad un amico o impegnarsi in sfide di gruppo con giocatori di livello inferiore. Una volta accumulato un bel gruzzoletto in FunnyCoins, potete spenderlo nel catalogo della piattaforma acquistando prodotti o servizi (es: ricariche telefoniche o crediti su varie piattaforme di streaming). I prodotti fisici sono geolocalizzati, ovvero il sistema mostra solo quelli vicino a voi. Per cui non troverete mai un caffè in omaggio a 200km dalla vostra posizione. Una volta ritirato il premio all’interno di uno store, il sistema continuerà a premiarvi ogni volta che ritornerete nello stesso negozio. È una specie di fidelity card, ma non è legata solo agli acquisti. Tornare nei negozi degli sponsor preferiti è un’altro modo per guadagnare FunnyCoins"



- Se abbiamo capito bene, grazie alla geolocalizzazione si possono vincere premi da ritirare vicino casa, ma che copertura c'è per il momento? Il milanese ha le stesse possibilità di vincere un bel premio tanto quanto un agrigentino?

"Al momento stiamo organizzando il lancio per zone. Partiremo dall’Emilia Romagna per poi estenderci a macchia d’olio. I premi non saranno solo fisici, ma ci sono anche tanti premi digitali (ricariche, mp3, streaming, ecc..) che ci svincolano dalla necessità di avere una copertura capillare del territorio fin da subito"

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