Carne rossa cancerogena? Coldiretti: falso allarme

Carne rossa cancerogena

La carne rossa e soprattutto i suoi "lavorati" sono cancerogeni? Possono provocare tumori al pari di alcool e tabacco? Coldiretti rifiuta il binomio di causa-effetto e contesta, non con elementi che potremmo definire propriamente scientifici, quelli che considera i falsi allarmi lanciati sulla carne rossa, almeno per quella italiana. Allarmi che:

"mettono a rischio 180mila posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy a tavola”

secondo Coldiretti che ricorda come il settore valga 32 miliardi di euro, un quinto dell’agroalimentare italiano, spiega l’associazione. La netta presa di posizione di Coldiretti arriva il giorno dopo la diffusione dello studio dell’International Agency for Research on Cancer, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS, pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica, che collega il consumo di carne rossa, specie se lavorata, a un maggior rischio di sviluppare il cancro. Come per i fumatori e per chi abusa di alcool maggiore è il consumo maggiore è il rischio.


Secondo Coldiretti infatti:

“sul consumo della carne rossa sta creando una campagna allarmistica immotivata per quanto riguarda il nostro Paese, soprattutto se si considera che la qualità della carne italiana, dalla stalla allo scaffale, è diversa e migliore e che i cibi sotto accusa come hot dog e bacon non fanno parte della tradizione nostrana. Nel nostro Paese i modelli di consumo della carne si collocano perfettamente all'interno della Dieta Mediterranea che, fondata su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi, è il segreto alla base dei primati di longevità degli italiani, con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini”

dice il presidente di Coldireti Gigi Moncalvo secondo cui le carni Made in Italy sono più sane perché più magre e:

“non trattate con ormoni, a differenza di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione Doc che assicurano il benessere e la qualità dell'alimentazione degli animali. E per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo naturale a base di sale. Non a caso il nostro Paese vanta il primato a livello europeo per numero di prodotti a base di carne Doc, ben 40 specialita' di salumi che hanno ottenuto la denominazione d'origine o l'indicazione geografica”

I consumatori italiani possono stare tranquilli secondo l’associazione anche per una frase riportata nel sopracitato studio Oms pubblicato su "The Lancet Oncology" in cui si afferma che è necessario capire quali siano:

“i reali margini di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi davvero. L'ennesimo falso allarme che non riguarda le nostre produzioni conferma la necessità di accelerare nel percorso dell'obbligo di etichettatura d'origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi, è questa la vera battaglia che l'Italia deve fare in Europa per garantire la salute dei suoi cittadini e il reddito delle sue imprese"

conclude il presidente di Coldiretti.

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