Federal Reserve lascia il costo del denaro invariato, tassi su prima di fine anno?

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La Federal Reseve non ha alzato il costo del denaro negli USA. Al termine della due giorni di riunione del board ieri è stata comunicata una decisione che era largamente attesa. Tutto come nelle previsioni dunque anche se la numero uno della banca centrale americana Janet Yellen ha dato un chiaro segnale ai mercati.

Con un comunicato diffuso ieri sera la Fed ha spiegato che potrebbe essere "appropriato" alzare i tassi di interesse nella prossima riunione del Federal open Market committee, il braccio di politica monetaria dell’istituto di emissione, che si terrà il 15 e 16 dicembre.

I tassi d’interesse, fermi dal 2006, rimarranno invariati allo 0-0,25% ancora per poco, per salire poi prima della fine del 2015. L’eurozona con il suo quantitative easing e il costo del denaro al il minimo storico viaggia in senso contrario per una politica monetaria espansiva che potrebbe essere ulteriormente estesa per agganciare davvero la ripresa che nel vecchio continente rimane debole.

In questo quadro la divisa unica europea dopo il comunicato della Fed di ieri sera si è deprezzata ancora sul biglietto verde scendendo ai minimi da agosto scorso, a 1,0950 dollari. L’euro perde terreno anche nei confronti dello yen, il cambio si porta a 132, e sul franco svizzero, con cambio a 1,0854.

Le principali borse asiatiche e del Pacifico dopo i segnali della Fed di probabile rialzo dei tassi a dicembre girano sul parità e prive di spunti, male Sidney (-1,2%). Contrastata l'apertura delle maggiori borse europee: in calo Parigi (-0,1%) e Londra (-0,88%), in rialzo Milano (+0,7%) e Francoforte (+0,1%).

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