Equitalia manda la cartella a un bimbo di 2 anni

Cartella equitalia bimbo

Ci sarebbe una omonimia dietro la surreale storia di un bimbo di 10 anni che vive ad Alessandria e che è “perseguitato” da Equitalia fin da quando ne aveva 2 perché "accusato" di aver comprato con un contratto un telefono cellulare senza aver mai pagato le tasse di registrazione del canone e i relativi interessi.

La somma che il fisco richiede alla famiglia è di 166,59 euro, non tantissimo, ma i genitori del piccolo non vogliono assolutamente saperne:

"sarebbe come ammettere che mio figlio a 2 anni quel telefono l'ha davvero comprato".

La prima cartella di Equitalia intestata al bambino arrivo nel 2007, l'errore sembrava così lampante da potere risolvere tutto con una risata e una comunicazione ad Equitalia, ma non è stato così e né la compagnia telefonica in questione, né l'Agenzia dell'Entrate sono state capaci di sbrogliare la matassa.

A distanza di 8 anni l'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un caso di omonimia: l’acquisto del telefono potrebbe essere stato fatto da un 75enne di Casale Monferrato ma Equitalia vuole le prove che dimostrino ciò, prove che almeno finora nessuno è stato in grado di raccogliere.

Speriamo che tutto venga risolto almeno prima che il bambino compia 18 anni! Altrimenti, come nota TgCom24, finirebbe nell’elenco dei cattivi pagatori di Equitalia per un cellulare che avrebbe acquistato quando a malapena muoveva i primi passi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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