Ue: accordo su Brexit, soddisfatto Cameron

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L'accordo sulla Brexit, la possibile uscita del Regno Unito dall'Ue, è stato raggiunto nella tarda serata di ieri a Bruxelles. Presso il Consiglio europeo i 28 leader dei paesi dell'Unione hanno voluto raggiungere insieme al premier inglese David Cameron un'intesa che il primo ministro deve portare in patria ai connazionali per il referendum circa la volontà di restare o meno rimanere nell’Unione europea.

Durante la cena di lavoro si è deciso, all'unanimità, che la Gran Bretagna potrà limitare l’accesso dei benefici al welfare ai non inglesi che si trasferiscono nel paese per lavoro. Cameron ha aumentato la sua richiesta iniziale, che era di 4 anni, chiedendo e ottenendo di sospendere i benefici previdenziali ai cittadini europei che arrivano in Inghilterra per 7 anni.

In conferenza stampa il premier inglese ha poi detto soddisfatto: «La Gran Bretagna non farà mai parte del superstato europeo». L'altro punto che ha fatto allungare la trattativa, durata 24 ore, è stato quello dei rapporti tra i paesi dell'eurozona e i paesi non euro, come il Regno Unito: Londra non potrà impedire una ulteriore integrazione della zona euro, me nel testo dell'accordo secondo indiscrezioni "il riferimento di unione sempre più stretta" non riguarderebbe la Gran Bretagna si legge su Il Sole 24 Ore.

L’accordo complessivo sul Brexit tra Ue e Regno unito - che appare una vittoria di Cameron "ora al referendum posso chiedere di restare nell'Ue" - ma le cui conseguenze politiche sono ancora da vagliare, entrerà in vigore solo se e quando il governo inglese a seguito dell'esito del referendum interno confermerà la volontà di restare nell'Ue, altrimenti tutti i punti d'intesa raggiunti diventeranno cattiva straccia.

S&P: in caso di "Brexit" Londra perde tripla A


30 ottobre 2015

L'agenzia di rating internazionale Standard & Poor's "minaccia" Londra. In caso di uscita dall'Unione Europea la Gran Bretagna, che non fa parte dell'eurozona, perderà tripla A, il massimo giudizio possibile, sul suo rating sovrano, che conserva dal lontano 1978.

La cosiddetta Brexit, che potrebbe divenire presto realtà se nel 2017 vincessero i "No" al rerferendum sulla permanenza della Gran Bretagna dell'Ue. Il rating del debito pubblico inglese verrebbe declassato almeno di un livello ma anche di due se i rapporti con la Commissione Europa dovessero deteriorarsi oltremodo.

Standard & Poor's ha assegnato il rating "AAA" al Regno Unito 37 anni fa e da allora nulla è mutato ma a giugno, pur confermando il giudizio, l'agenzia di rating ha per prima la volta rivisto in senso negativo l'outlook (le prospettive di medio-periodo) appunto per il rischio della eventuale Brexit.

Per la prima volta dal 2012 gli ultimi sondaggi sul referendum, molto probabilmente influenzati dalle ondate migratorie che stanno interessando l'Unione Europea, danno il fronte del "no" in aumento, i favorevoli a staccarsi dall'Ue sono passati dal 27% di giugno al 39% degli inizi di ottobre.

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