Spinta all'emersione del lavoro nero

Emersione lavoro nero Una realtà sommersa si nasconde agli occhi inquisitori del fisco, lasciando, ormai da anni, trapelare la propria esistenza occulta con periodiche morti bianche e, tristi quanto inspiegabili, episodi di cronaca nera. Un fenomeno impalpabile seppur tristemente concreto che molto fa discutere e parlar di sé, il "lavoro nero". La Finanziaria 2007 ha compiuto interessanti sforzi per l’emersione di una realtà pericolosamente deregolamentata, predisponendo una serie di misure-incentivo indirizzate alle imprese.

L’intervento legislativo introdotto dai commi 1192 a 1201 della Finanziaria, introduce la possibilità che si possano sanare le gravi irregolarità presenti nel mondo del lavoro. L’elemento che caratterizza maggiormente le tecniche impiegate per far emergere il lavoro irregolare è il cd. “controllo sociale”.

Incombenze delle aziende..

I beneficiari sono i datori di lavoro che siano stati destinatari di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi concernenti il pagamento dell'onere contributivo e assicurativo evaso o le connesse sanzioni amministrative, oppure datori di lavoro che non siano stati destinatari di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi concernenti il pagamento dell'onere contributivo e assicurativo evaso o le connesse sanzioni amministrative.
Per la sanatoria sono previste tre fasi:


  • accordo sindacale da allegare alla domanda;

  • domanda di regolarizzazione;

  • stabilizzazione dei lavoratori.

Una parte significativa di lavoratori in “nero” della nostra provincia fanno parte del settore edile, agricolo e dei servizi (commercio-turismo).

Le indicazioni per emergere sono contenute nel comma 1196 della Finanziaria 2007 il quale prevede che il versamento del pagamento di un quinto del totale andrà effettuato entro il 30 settembre 2007 contestualmente alla presentazione dell’istanza stessa. Per la restante somma, di due terzi di quanto dovuto tempo per tempo alle diverse gestioni assicurative (contribuzione evasa), ci sarà la possibilità di rateizzare il dovuto in sessanta rate mensili senza interessi.

..e dei lavoratori

Il lavoratore, invece, è totalmente escluso dal versamento della quota di contribuzione a proprio carico. I vantaggi derivanti dall’adesione alla sanatoria sul lavoro nero sono rinvenibili nel comma 1197 ed infatti, dalla sua lettura, si evince che il versamento della somma dovuta a titolo di regolarizzazione contributiva fa venir meno tutte le violazioni amministrative e civili rapportate al lavoro “nero”, sia quelle riguardanti gli obblighi documentali, le comunicazioni di assunzione, sia quelle relative alla prestazione di lavoro (ad esempio in materia di orario di lavoro).

Quali i benefici per l’emersione?

Per poter godere delle agevolazioni (ricordiamo fino al 30 settembre 2007) contemplate dalla sanatoria sul lavoro del 2007 è fondamentale stipulare accordi aziendali o territoriali che siano la “cornice” degli accordi individuali di contenuto transattivo (anche sul pregresso) da sottoscrivere in sede sindacale o avanti alla DPL a fronte dell’assunzione a tempo indeterminato per non meno di ventiquattro mesi.
Per un anno dalla data di presentazione della domanda, il datore di lavoro sarà dispensato da eventuali ispezioni e verifiche da parte degli organi di controllo e vigilanza, ma dopo il condono dovrà:
a) mantenere in servizio il lavoratore per un periodo non inferiore a 2 anni dalla regolarizzazione, ad accezione ovviamente del caso di dimissioni o di licenziamento per giusta causa;
b) adempiere, entro un anno dalla presentazione della domanda di regolarizzazione, a tutti gli adeguamenti organizzativi e strutturali previsti dalla disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tale adeguamento dovrà essere verificato e certificato dalla Asl.

Politiche sanzionatorie

L’Agenzia delle Entrate con circolare 35/E del 30 maggio 2007 è intervenuta in materia stabilendo il trasferimento delle competenze ad irrogare le sanzioni amministrative nella lotta contro il lavoro in nero, dall’Agenzia alle direzioni provinciali del lavoro.
La circolare esplicativa dello scorso maggio riassume semplificandolo il nuovo quadro normativo in vigore dal 12 agosto 2006 :


  • facendo seguito all'intervento della Corte costituzionale (sentenza n. 144 del 12 aprile 2005), la determinazione della sanzione per l'utilizzo di lavoro irregolare non è più effettuata in relazione al costo del lavoro calcolato "per il periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data di constatazione della violazione", essendo la stessa ora quantificata in una somma che varia da 1.500 a 12mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo;

  • alla sua constatazione procedono gli organi preposti ai controlli in materia fiscale, contributiva e del lavoro;

  • alla sua irrogazione non è più competente l'Agenzia delle Entrate, ma la direzione provinciale del Lavoro territorialmente competente.

Le Entrate hanno affrontato poi , nello specifico, il tema dell’assegnazione delle competenze. Come detto, in base alla nuova normativa, competente a irrogare le sanzioni è, dal 12 agosto 2006, la direzione provinciale del Lavoro territorialmente competente. L'Agenzia, facendo riferimento a un parere dell'Avvocatura generale dello Stato (8 marzo 2007), ha precisato che la stessa direzione provinciale del Lavoro è competente a irrogare la sanzione anche per le violazioni constatate prima del 12 agosto 2006, "non rilevando al riguardo la provenienza né la data della constatazione".

Contestazione delle sanzioni

Per quanto riguarda invece la contestazione della sanzione, il termine di novanta giorni entro cui, se non è avvenuta la contestazione immediata della violazione, questa va notificata, negli estremi, al trasgressore, decorre non dal momento della violazione, ma da quello in cui l'Amministrazione competente all'irrogazione della sanzione abbia a disposizione i risultati delle verifiche svolte. Restano invariate , invece, altre competenze, come ad esempio quelle relative all’iscrizione a ruolo delle sanzioni , sempre spettanti all’Agenzia delle Entrate , così come continua a rientrare nella giurisdizione delle commissioni tributarie l'impugnazione, solo per vizi propri, delle cartelle di pagamento relative a sanzioni irrogate dagli uffici dell'Agenzia delle entrate in data antecedente al 12 agosto 2006. Dal momento che la direzione provinciale del Lavoro provvede all'irrogazione delle sanzioni mediante ordinanza-ingiunzione, avverso la stessa è proponibile opposizione da esperire innanzi al giudice ordinario. Per quanto riguarda gli effetti della pronuncia della Consulta sui procedimenti giurisdizionali ancora in corso (su quelli esauriti, infatti, non opera la retroattività), il principio costituzionale in base al quale una norma non ha più efficacia dal giorno successivo a quello di pubblicazione della sentenza "va coordinato - come più volte affermato dalla Corte di cassazione - con le regole fondamentali che governano il processo... con la conseguenza che tutto quanto risulti non più dibattuto (o mai dibattuto) nel corso del processo resta insensibile alla pronuncia di incostituzionalità...".

Pertanto, in riferimento al contenzioso pendente, gli uffici dovranno verificare caso per caso che i soggetti interessati abbiano eccepito e dimostrato l'effettivo periodo di utilizzazione dei lavoratori irregolari, assolvendo adeguatamente all'onere della prova. Soltanto qualora ne ricorrano i presupposti, la sanzione potrà essere rideterminata in applicazione della citata sentenza della Corte costituzionale. In termini strettamente processuali questo vuol dire che "la deduzione secondo cui il periodo nel quale è stato utilizzato il lavoro irregolare sia iniziato successivamente al primo gennaio dell’anno di constatazione della violazione deve essere contenuta nel ricorso introduttivo del giudizio di primo grado e non può essere introdotta mediante una memoria successiva"; né tantomeno, costituendo domanda nuova, può essere proposta in appello.

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