Madia: licenziare gli statali assenteisti. Brunetta: la legge c’è, basta applicarla

Marianna Madia licenziare assentesisti

L’ultimo caso di eclatante assenteismo di dipendenti pubblici, al comune di Sanremo, non è proprio andato giù al Ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia che cavalcando l’onda del malcontento popolare per chi prende lo stipendio facendosi beffe dei contribuenti, dichiara di voler:

licenziare i dipendenti pubblici che falsificano le presenze.

Detta così sembra quasi una novità ma una legge che prevede il licenziamento dei dipendenti pubblici infedeli, statali o meno, esiste già, il problema è che applicarla non sembra molto facile.

Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va deve essere licenziato

ha detto Madia riferendosi alle "recenti cronache". Il ministro però vuole dare un colpo anche al cerchio e aggiunge che va sfatato il “luogo comune” secondo cui

tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni.

A stretto giro arriva il commento, sull'ironico, di Renato Brunetta, ex ministro della Pubblica amministrazione nel IV governo Berlsuconi che tanto se la prese a suo tempo con i fannulloni stipendiati dallo Stato (ricordate quando ce l'aveva con i poliziotti?)

Leggiamo dure affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia: "Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va, deve essere licenziato". Maddai. Forse la brava ministra in questo primo anno e mezzo a Palazzo Vidoni non si è accorta che la legge per mandare a casa e licenziare definitivamente i dipendenti pubblici che non lavorano esiste già, è il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, che attua la legge 15 del 4 marzo 2009, la cosiddetta legge Brunetta. Norma chiara e trasparente che regola, tra le altre cose, la definizione della tipologia di infrazioni che comportano il licenziamento per un dipendente pubblico. C’è già tutto, basta applicare le leggi

ha detto l’attuale il capogruppo forzista alla Camera.

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