Padoan difende la Legge di Stabilità dalla critica "selettiva"

Il ministro difende la manovra dopo le reazioni e le critiche di opposizione, sindacati, tecnici parlamentari e magistratura contabile.

Pier Carlo Padoan sulla Legge di Stabilità 2016

Dopo le osservazioni e le critiche alla Legge di stabilità 2016 avanzate dai tecnici delle Camere, dalla Corte dei conti e da Bankitalia tocca oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan difendere la manovra.

"Il processo di riforma dell'economia ha reso sostenibile la riduzione del carico fiscale"

ha chiarito Padoan in audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il ministro è tornato sulla mancata riforma delle pensioni, nodo centrale secondo i magistrati contabili, ma lasciato irrisolto dal ddl stabilità.

"Sottolineo che non viene depotenziata la riforma del sistema pensionistico che lo rende uno dei più stabili e sostenibili d'Europa. È cruciale che anche in prospettiva non ne venga indebolito l'assetto".

Poi il ministro ha parlato di lotta contro l’evasione fiscale estesa oltre i confini nazionali ricordando che in questi ultimi venti mesi sono stati ratificati otto accordi bilaterali già firmati in precedenza e sottoscritti nuovi altri nove accordi bilaterali con altrettante giurisdizioni sia sullo scambio di informazioni fiscali che sulle convenzioni contro la doppia imposizione.

Sui tagli alla spesa pubblica Padoan ha detto che: 

"La spending review continua a rappresentare un'azione strutturale e continuativa da parte del governo. Complessivamente le misure contenute nel disegno di legge di stabilità riconducibili alla revisione della spesa sono pari a 7,3 miliardi nel 2016, 8,4 nel 2017 e 10,3 nel 2018".

Il ministro ha poi parlato dei conti pubblici, che questa finanziaria - secondo la Corte dei conti - mette a serio rischio perché sfrutta al massimo i margini di deficit concessi dall'Ue e come "paracadute" usa le solite clausole di salvaguardia (visto che come, l'anno scorso, non c'è certezza su parte delle coperture):

"La pubblicazione del disegno di legge di stabilità per il 2016 è stata accolta dal dibattito con un'attenzione selettiva che si è concentrata sulle singole misure, nel 2015 il disavanzo risulterà pari al 2,6 per cento del Pil, in riduzione rispetto al 3 nel 2014. La manovra di finanza pubblica presentata dal Governo dispone interventi per 28,7 miliardi di euro nel primo anno, 32,4 nel 2017 e 30,3 nel 2018".

Il ritorno alla crescita ha aggiunto il titolare del dicastero di Via XX settembre permette di invertire:

“la traiettoria del debito. Dopo otto anni di aumento ininterrotto il rapporto tra debito pubblico e Pil scenderà dal 2016 ed è previsto in continuo calo negli anni successivi".

Per il taglio delle tasse alle imprese?

"Il percorso di alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese continuerà nel 2017 anche attraverso la riduzione dell'aliquota d'imposta sui redditi delle società (Ires). Dal primo gennaio 2017 quest'ultima viene ridotta dal 27,5 al 24 per cento"

ha detto ancora Padoan.

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