Il governo risveglia i fondi dormienti a suon di crack finanziari

Fondi dormienti Chi dorme non piglia pesci ma perde soprattutto i propri risparmi, è il caso di dirlo! Se Cirio, Parmalat e tango bond hanno travolto oltre 600 mila risparmiatori negli ultimi anni, inghiottendo 25 miliardi di Euro in azioni ed obbligazioni, saranno proprio i risparmiatori dormienti a risarcire gli sfortunati investitori. Nonostante le recenti vicende giudiziarie, non si ritengono soddisfatti gli investitori coinvolti dai crack finanziari che in gran parte non hanno ancora ricevuto alcun risarcimento per le perdite subite. Che la colpa sia di “distratte” società di revisione o di istituti di credito senza scrupoli poca importa alle famiglie italiane che non si sono ancora riprese dal grave scandalo finanziario.
Con la finanziaria 2007 il governo prevede di adottare delle misure “tampone” per attutire la pesante caduta sul lastrico dei piccoli risparmiatori, risvegliando parte di quei fondi dormienti, tesoretto stimato intorno ai 10 miliardi, che banche e Sgr hanno accantonato negli anni. Si tratta di un Fondo pubblico in cui confluiscono tutti i conti correnti bancari o assicurativi che per dieci anni non abbiano subito alcuna movimentazione da parte del titolare o di un delegato. Gestito da un’apposita Commissione il Fondo comprende depositi di denaro, contratti di assicurazione e conti correnti.

Il sonno profondo dei fondi dormienti

Approvato dall’Abi e dal Consiglio dei Ministri il Dpr (v. articolo) sui fondi dormienti sarà a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale e conterrà il nuovo regolamento per il risveglio delle risorse in giacenza. Non sarà quindi più condizione sufficiente oltre che necessaria l’immobilismo decennale dei fondi da parte del titolare per legittimare il passaggio nel Fondo. Banche, assicurazioni e poste infatti dovranno notificare lo stato di giacenza all’interessato, il quale avrà a disposizione sei mesi per effettuare operazioni di movimentazione sui propri risparmi. Le banche avranno quindi l’obbligo di comunicare al Ministero dell’Economia i conti correnti dormienti entro il 31 marzo di ogni anno ed entro il 31 maggio questi verranno assorbiti dal fondo.

Il passaggio al fondo non comporterà necessariamente la perdita di titolarità dei diritti sui risparmi del legittimo proprietario che avrà tempo di reclamarli fino a prescrizione delle clausole contrattuali del deposito (es. prescrizione del diritto di rimborso). Cambierà in questo caso l’interlocutore di riferimento, non più identificato con l’intermediario finanziario bensì con il Fondo Dormienti.

Nuove regole del risveglio

Il Dpr in via di pubblicazione riguarderà una serie di rapporti contrattuali da cui sono escluse però le cassette di sicurezza, ed in particolare:


  • Depositi con obbligo di rimborso

  • Depositi in custodia e amministrazione

  • Contratti di assicurazione

Saranno interessati dal nuovo regolamento quindi non solo i conti correnti bancari ma tutti quei depositi, o polizze assicurative, libretti di risparmio, titoli azionari o obbligazionari che non risultano essere movimentati, e che giacciono inutilizzati appunto da almeno 10 anni. Per inutilizzati si intende non movimentati dai titolari, escludendo tutte le operazioni effettuate dall’intermediario, che nonostante l’inerzia del correntista continuano a movimentare il rapporto accreditando interessi, incassando dividendi e procedendo alla routinaria attività di informazione al cliente.

Le somme confluite nel Fondo saranno utilizzate per regolarizzare il precariato nella pubblica amministrazione per un buon 20%, mentre tutto il resto andrà a risarcire i risparmiatori danneggiati da crack finanziari di qualunque genere. Secondo Elio Lannutti, che come presidente dell’associazione di consumatori Adusbef ha seguito passo passo tutta la questione, il Fondo “potrebbe cominciare a entrare in funzione entro l’estate”. (v. articolo)

  • shares
  • +1
  • Mail