Assunzioni in Poste e piano industriale: le precisazioni del Gruppo

poste assume

Poste Italiane ha inviato a Blogo.it il seguente comunicato in riferimento alle indiscrezioni di stampa sul piano industriale 2015-2019.

Con riferimento a notizie, non diffuse dalla Società, riportate oggi da organi di stampa relativamente al Piano Industriale 2015 – 2019 del Gruppo Poste Italiane e all'ipotesi, in esso contemplata, di distribuzione di dividendi per un ammontare di Euro 250 milioni all'anno per i prossimi 4 anni, Poste Italiane, su richiesta della Consob, richiama quanto già comunicato in data 27 ottobre scorso. In particolare, le assunzioni economiche e la succitata ipotesi di distribuzione di dividendi, inclusi in tale piano industriale approvato nel mese di maggio 2015, risultano superati, in quanto non tengono conto né degli effetti dei risultati economici infrannuali maturati, in miglioramento rispetto alle suddette assunzioni, né della politica dei dividendi approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 7 ottobre 2015, che prevede per gli esercizi 2015-2016 un obiettivo di distribuzione di una percentuale dell'utile non inferiore all'80% dell'utile netto consolidato di pertinenza del Gruppo.

Assunzioni in Poste Italiane: 8.500 nuovi posti e 22.500 esuberi secondo "Milano Finanza"

Poste Italiane secondo le anticipazioni di Milano Finanza Dow Jones, prevede assunzioni per 8.500 nuovi posti di lavoro, 1.600 all'anno, ma allo stesso tempo vuole ridurre il suo organico di 22.500 unità entro il 2019. Tagli importanti, molti di più dei circa 15.000 inizialmente ipotizzati da alcune organizzazioni sindacali, l'Ugl ad esempio aveva già protestato contro gli esuberi “indiscriminati” per un’azienda "da 12 anni in attivo". Esuberi che dovrebbero essere “coperti” con esodi incentivati, con il progetto svincolo e il fondo di solidarietà.

Dai 145.000 dipendenti attuali la forza lavoro di Poste scenderebbe tra 5 anni a 131.000 unità, per un risparmio di 100 milioni, dai 6,2 miliardi di oggi ai 6,1 mld del 2020. Gli uffici postali saranno tagliati da 13.000 e 11.800. Inoltre nel piano si parla della possibile cessione di Poste della Banca del Mezzogiorno, cessione a inizio 2016.

Nuovi assunzioni e uscite sono al netto delle variazioni relative a Rc Auto e SDS, compresi i contratti a tempo. Poste prevedrebbe poi la riconversione funzionale di 5.000 lavoratori che dal settore logistica passerebbero agli Uffici postali; di 1.500-2.000 dipendenti che dagli Uffici postali diventerebbe venditori specialisti e 1.000-2.000 che da venditori passerebbero a promotori finanziari.

Del resto ora Poste Italiane è privatizzata e quotata in borsa, il settore finanziario ha bisogno di nuove figure, nuovi professionisti nella vendita di azioni. Gli specialisti da 7.000 devono diventare 8.500, i venditori diventeranno 2.500 dai 500 attuali.

Il 50% dei neoassunti saranno giovani qualificati-neolaureati o professionalizzati e salirà l'incidenza dei laureati dall'8%-10% al 13%-15%. Poste creerà anche una Corporate University per lo sviluppo delle competenze manageriali e tecniche.

Sempre secondo il piano industriale i ricavi di Poste Italiane cresceranno da qui al 2019 del 17%, dai 28,2 miliardi di quest’anno ai 33 miliardi del 2019. Il settore postale rimarrà in sostanza stabile a quota 3,5 miliardi mentre il comparto finanziario dovrebbe crescere da 5,3 a 6 mld e i ricavi assicurativi da 18,8 a 23 miliardi di euro.

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